Home Page

     
<<< torna indietro  
   
Clicca per ingrandire Le donne di Tito Corbella nella collezione Galati  
     
Inaugurazione domenica 7 dicembre 2008, ore 16.00 - Museo della Stampa - Casa stampatori Soncino via Lanfranco 6/8, Soncino CR  
lemostrediCasaStampatori Museo della Stampa – Casa Stampatori SoncinoTito Corbella

7 dicembre 2008
6 gennaio 2009
inaugurazione

domenica 7 dicembre 2008, ore 16.00

Patrocini: Provincia di Cremona
Comune di Soncino
Sistema Museale Cremonese
Sistema Museale Soncinese
Museo della Stampa - Casa stampatori Soncino via Lanfranco 6/8, 26029 Soncino – CR
lunedì chiuso - martedì / venerdì 10.00 / 12.00
sabato e festivi 10.00 / 12.30, 14.30 / 17.30 www.prolocosoncino.it

Le donne di
Tito Corbella
nella collezione Galati

7 dicembre 2008 - 6 gennaio 2009

Nacque a Pontremoli nel 1885 e morì a Roma nel 1966, si laureò in Chimica all’Università di Padova. Frequentò l’Accademia di Belle Arti di Venezia dove fu allievo di Guglielmo Ciardi e di Ettore Tito. Si occupò di illustrazione non solo nel campo della pubblicità, lavorò per Ricordi a Milano e fu anche pittore di talento.Queste le poche e scarne notizie biografiche su un’artista famosissimo in tutto il mondo per la numerosa serie di cartoline aventi come soggetto figure femminili o coppie di innamorati che testimoniarono, con il richiamo delle immagini, sentimenti e passioni amorose d’inizio secolo. Erano scritti d’amore che intrecciarono, per lo più, desideri e attese di gente comune e che non necessariamente si scioglievano in turbinii di sensazioni e di parole forti: piuttosto l’amore vi si esprimeva attraverso pensieri pacati, attraverso la voglia di far partecipare all’amata non solo i propri sentimenti ma le proprie giornate, per ricostruire una parvenza di stare insieme, senza affanni e tragedie. Uno strumento per la gente comune, dunque, che ne fece un’uso massiccio anche nei riti cortesi del saluto, degli auguri ma soprattutto, come già detto, laddove il bisogno di comunicare è più intenso: quando un uomo e una donna innamorati e divisi sentono improcrastinabile il desiderio di testimoniare i propri sentimenti, gli stati d’animo e le passioni. A questo punto mi pare rilevante far notare che le donne di Corbella appartengono alla classe sociale borghese e dunque l'artista di fatto proponeva nelle immagini modelli di costume e di comportamento che le classi popolari di inizio secolo avidamente ricercavano all'interno di quel fermento sociale e culturale che il nuovo secolo aveva promosso. Un'artista dunque del Novecento fervido e creativo ma soprattutto un uomo innamorato: le “donnine” che ritraeva nelle sue cartoline di fatto facevano riferimento ad una sola modella, sua moglie.Così ancora di più appare suggestivo sentire in queste immagini il racconto della storia dei sentimenti nel secolo più tormentato della storia, durante la Grande Guerra e dopo, tra i sogni di ricostruzione e il dolore per le perdite subite.Queste opere dopo avere concluso la loro missione di portatori di segni di affetto e di passione, oggi sanno restituire intatto il fascino di un vissuto che altrimenti non avrebbe meritato memoria. Diventano così documenti per una storia del sentire e del vivere la vicenda amorosa all’interno dello spirito di un tempo che oggi ci appare tanto lontano non solo cronologicamente quanto e soprattutto nello sfondo del gusto e nella declinazione dell’intimità.




 
     
       
   
 

Salvo Galati