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“ALTIPLANI  
     
FRANCESCO CARMIGNOTO - GODENDA PHOTO GALLERY IN & OUT (Via Squarcione n. 4 - Padova) Giovedì 08 Gennaio 2009, ore 18.30  
GODENDA PHOTO GALLERY IN & OUT
(Via Squarcione n. 4 - Padova)
IN & OUT (trentaduesima mostra fotografica in Via Squarcione n. 4/6 - Padova)
Mostra Fotografica Di FRANCESCO CARMIGNOTO


“ALTIPLANI”
Percorsi di luce tra Cile e Bolivia
dal 08 al 31 Gennaio 2009 orario:12.00-14.00 18.30-21.30 chiuso domenica / entrata libera inaugurazione : Giovedi’ 08 Gennaio 2009, ore 18.30


La natura è lì, sotto gli occhi di tutti, o di nessuno: si può guardarla, non guardarla, vederla, non vederla.
Ma guardarla non è semplicemente… guardarla.
L’occhio banale vede, non coglie, scivola, dimentica.
Lo sguardo sensibile, per indole e per addestramento, invece inquadra, dà contorni alla sensibilità, all’emozione, all’evento: elabora, interpreta. Così nell’inquadratura trasfonde tutte le risorse del sentimento, dell’intelletto, dello spirito, le proprie e, per insondabile processo, le altrui, pervenendo al codice universale.
La rappresentazione del visto, capace di comunicare, è l’arte, sia essa pittorica o fotografica.

È in tal modo che Francesco Carmignoto “visita” quello che scopre con la vista, nel particolare e nella scena che lo ospita, nel piccolo e nel grandioso, cogliendo quegli attimi unici, irripetibili, in cui il fotografo si impossessa delle cose che sono di tutti, e le fa sue per riconsegnarle a tutti.
Non c’è artista che non segua le linee di una sua precisa poetica, di una sua specifica visione del bello e della sua funzione. Di conseguenza non è difficile, pur nella varietà della produzione creativa, individuare delle tematiche, delle costanti, una scelta degli strumenti idonei all’espressione, uno stile nel loro uso e nel risultato estetico finale.
Se volessimo rintracciare il fondamentale motivo ispiratore del Carmignoto, potremmo senz’altro individuarlo nell’ascolto silenzioso delle cose circostanti, in una sorta di antitetica sintesi del poco e del tanto, del vivo e dell’inerte, del circoscritto e della vastità in cui quello si smarrisce. Ma non c’è vista che possa guardare senza luce: e Carmignoto conosce i segreti incontri delle luminosità calde e di quelle fredde, nelle loro più varie e significative gradazioni chiaroscurali, dove tutti gli elementi della composizione risultano modellati in una misura pittorica avvincente, e personale, ma non al punto da non descrivere la vita negli aspetti da ciascuno condivisi, e da chiunque, perciò, possibili da comprendere.
Tutto, in un gioco di monocromie e di policromie, che sovente si apre in cieli di madreperla rosazzurra, inarcati sopra una natura che può parlare ed ascoltare, o magari “suonare”, brevi e conchiuse partiture sinfoniche, la cui trama si snoda in linee, forme, ora vaghe ora compiute, contrasti, colori; e in paralleli, convergenze, contrappo-sizioni, prospettive.
L’anima, presa, assiste e partecipa, trasognata
Francesco Danesin

Profilo d’autore
Gli amici di Francesco Carmignoto si sono spesso divertiti a scherzare sulla sua passione per il viaggio, affermando che questa era la sua vera professione, dalla quale era costretto a distrarsi con mille altri “hobbies”, compresa la responsabilità di primario ospedaliero, la pratica sportiva, il disegno ad acquerello, il giardinaggio e, non ultimo, l’amore per la bella famiglia.
In verità è il binomio viaggio-fotografia che lo ha accompagnato per tutta la vita, fin dal regalo di una fotocamera per l’esame di maturità e che tuttora la riempie di sogni,
Il doppio “virus” è comparso presto, con i mitici viaggi nei paesi arabi con una “500” (1966) e in India, via Persia, Afganistan e Pakistan (1967), con una “850”, e si è rafforzato con l’acquisto di una compagna di vita altrettanto appassionata. Ed i soliti amici sono stati poi coinvolti, con rassegnazione più o meno manifesta, nei curiosi racconti e nelle proiezioni di diapositive provenienti da mezzo mondo.
Le fotografie di Carmignoto sono sempre caratterizzate dalla meraviglia per i paesaggi naturali, dove avverti il silenzio, la solitudine che appaga l’animo, il tempo che scorre senza fretta. Altre mostrano la gioia dell’incontro con tante persone che manifestano con orgoglio e dignità la loro appartenenza e che aprono l’animo alla curiosità e al desiderio di sapere.
Un altro tema è stato spesso oggetto di riflessione. Il desiderio comune in tutte le civiltà di onorare l’Altissimo, il Signore che tutti ha creato, l’anelito alla immortalità per gli uomini che gli si avvicinano e la universale ricerca della bellezza nel lasciare traccia della civiltà umana.
Carmignoto è facilitato in questa ricerca dal fatto che la maggior parte dei percorsi sono stati effettuati con piccole organizzazioni locali e, quando possibile, prevedendo molte tappe o intere settimane a piedi, da soli o in piccolissimi gruppi. Trecking e fotografia sono vincenti per la possibilità di assaporare lentamente il paesaggio, per gli incontri con la gente, per l’immersione totale nei luoghi.
C’è tutto il tempo per una buona fotografia quando nessuno ti fa fretta, quando la gente ti sorride perché vai a piedi e fatichi come loro. E ti apre la sua chiesa e la sua casa.
In questa veste di fotografo viaggiatore ha fornito per alcuni anni alle edizioni EDT le illustrazioni fotografiche per le guide italiane della Lonely Planet (Cambogia, Siria, Giordania, Tibet). Ha partecipato con successo ad alcuni concorsi fotografici nazionali e ha pubblicato (nel 2006 e, in seconda edizione, nel 2007) un libro di fotografie e di racconti di viaggio in cui paesaggi, architetture e ritratti di persone di tanti paesi diversi sono mescolati nella ricerca di curiose assonanze.
Le foto di questa mostra ritraggono invero solamente paesaggi naturali, senza alcuna presenza umana poiché il percorso si è svolto sugli “Altiplani de la Ruta de las Joyas Altoandinas”, lungo piste di montagna del nord del Cile e Sud Bolivia, quasi sempre sopra i 3500 metri e dove i villaggi sono pressoché abbandonati.E qui l’aria è la più cristallina del pianeta.I deserti di montagne lontane, i laghi colorati di fenicotteri, le lagune ghiacciate dal vento sono paesaggi di colore, di silenzio e di luce.


 
   
   
   
 

Mario Dal Molin