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Il Corpo Consolare di Milano e della Lombardia, con il patrocinio di Comune di Milano – Assessorato alla Cultura Provincia di Milano Presidenza del Consiglio Ministro per le Politiche Europee presenta PLAZA: OLTRE IL LIMITE 1989-2009 Milano museo a cielo aperto: l’arte contemporanea per il XX anniversario della caduta del muro di Berlino Da lunedì 9 a domenica 22 novembre, in un originale percorso espositivo nel centro storico di Milano, l’arte contemporanea diventa protagonista di una manifestazione che trasforma la città in una esposizione collettiva e in un laboratorio creativo e “a cielo aperto”: sculture, installazioni e opere di video arte ispirate al XX Anniversario della caduta del muro di Berlino. Un evento culturale promosso dal Corpo Consolare di Milano e della Lombardia, che guarda all’arte come un’occasione comunitaria per condividere, oltre ogni confine, i valori della libertà, del dialogo e dell’alleanza tra i popoli. Milano, ottobre 2009 – Da lunedì 9 a domenica 22 novembre 2009 Milano capitale del contemporaneo celebra il ventesimo anniversario della caduta del muro di Berlino: Piazza Fontana, Piazza della Scala, Via Larga, Via Dante, Piazza San Babila, Corso Vittorio Emanuele, Galleria del Corso, Palazzo Reale, Piazza Cadorna, Piazza Duca d’Aosta, Piazza Castello si trasformano in un grande museo a cielo aperto per ospitare opere d’arte contemporanea, tra sculture, installazioni, Video Art e percorsi espositivi fotografici che parlano di muri e frontiere superate, di incontri e incomunicabilità, di unione e solitudine, di libertà e alleanza tra i popoli. Ognuna con un lessico originale, complesso e articolato, a volte impertinente e pungente, a volte riflessivo e concettuale.
Promosso e patrocinato, dal Corpo Consolare di Milano e Lombardia, Plaza è un evento d’arte ‘open air’, ma soprattutto è un’occasione comunitaria per condividere, oltre tutti i confini, i valori della libertà e del dialogo tra i popoli. Milano che, dopo New York, vanta la più numerosa presenza di rappresentanze consolari al mondo - più di cento i consolati stranieri - diventa per l’anniversario della caduta del Muro, luogo ‘per eccellenza’ di incontro, aggregazione e confronto tra le genti, oltre ogni frontiera. La prima edizione di Plaza, dedicata al XX Anniversario della caduta del Muro, si ispira in tal senso al suo straordinario significato simbolico per la costituzione di una unità internazionale, fondata sulla libertà, il dialogo e la cooperazione tra i popoli contro ogni forma di intolleranza ed oppressione. Ma anche al suo valore simbolico per il rispetto della dignità umana, dell’unione e comunicazione fra gli individui. Il tema, tra i più attuali e importanti nello scenario internazionale, vede nell’arte contemporanea il mezzo di espressione più libero e trasversale per interpretarlo, nella sensibilità umana. ‘Non esistono solo i muri di cemento e di mattoni’, recita una delle opere del percorso espositivo. I muri di Plaza si trasformano e diventano “prati, verdi come la nascita”, “pali attorcigliati da centinaia di bandiere delle più diverse nazioni”, “suoni e voci che parlano di tutte le piazze del mondo”, “frecce che travalicano come la forza della libertà” e “strade che comunicano”. Muri come matasse che si intrecciano di linguaggi e idiomi diversi. Muri come le scritte anonime di amore e odio che tutti i giorni si leggono sulle pareti della città. Muri di gomma, di silenzio e di incomunicabilità. Muri che si sciolgono e non ci sono più ed è l’acqua che scorre. Con il supporto e l’autorevolezza della cooperazione internazionale, l’esposizione collettiva ‘open air’ è nata da un processo di selezione delle opere e degli artisti, affermati o emergenti nel vasto panorama dell’arte contemporanea. E si è svolta con il coinvolgimento di operatori, critici ed organizzatori del sistema arte contemporanea, in sinergia con gallerie d’arte nazionali e istituzioni formative cittadine. Un laboratorio artistico a cielo aperto che può contribuire a fare emergere un’attenzione condivisa e una voce disponibile nel confronto con gli altri, sia singoli individui che nazioni e popoli. Al termine della manifestazione verrà pubblicato un catalogo – Vanillaedizioni – con le immagini di tutte le opere ambientate in città. Da un progetto ideato da Beatrice Mosca e Giancarlo Lacchin Con la consulenza organizzativa di Sergio Radici e la consulenza curatoriale di Leonardo Conti Ufficio stampa Segreteria Organizzativa Véronique Enderlin Mediamakers Tel. 348 26 13 306 – 340 8525313 Tel. 02 29512596 enderlin@mediamakers.it info@mediamakers.it info@milanoplaza.it www.milanoplaza.it Il Percorso espositivo
Sculture e installazioni ‘Open air’ In Piazza San Babila Alberto Biasi espone Fendente, una scultura in corten con una fascia di lamelle in torsione al centro che creano un ponte visivo tra le due parti dell’opera e provocano un effetto di mutevolezza percettiva: è il fendere, il passare al di là, oltre il limite dell'ultimo orizzonte visibile. Spezzerò le ali del destino di Bruno Pedrosa invece illustra il concetto di solido-diafano con un muro-non muro che lascia vedere, che non ha confini definiti e netti; un muro senza pareti vere e proprie, ma in grado comunque di ostacolare e fermare. Tra le tappe del percorso espositivo che attraversa il centro della città, in Piazza della Scala, Federica Marangoni presenta una parete di vetro infranto in una cascata di rubini che evoca l’atto di liberazione e la fragilità del muro, sul quale campeggia la scritta luminosa “No More”; Angiola Tremonti con Ora costruiamo insieme la vita propone un muro di corten che si trasforma in prato e sostiene la maternità, simbolo di libertà, vita e pensiero. In Piazza Fontana il SitArt Group allestisce un Site Specific Work in cui emergono il Muro di Gomma del Gruppo Anomala nel quale un monumentale bersaglio è posto di fronte a una fionda, evocazione di quanto un muro di gomma sia, nonostante le apparenze, più resistente del cemento armato; Intrecci di Angelo Caruso, una colonna strutturata con le bandiere intrecciate di tutti i paesi del mondo, un vero elemento architettonico passe-partout che non ferma, non blocca, ma apre e fa scoprire; Doppio Singolo, opera di Ruggero Maggi nella quale un letto matrimoniale è diviso da un muro di mattoni che evoca l'annullarsi degli affetti e dei legami fra le persone; Memoirs of a place di Carlo Dulla è la suggestiva installazione sonora, muro invisibile ma ben percettibile, attraverso la quale possono udirsi voci che parlano di tutte le piazze del mondo; un’opera dadaista, frutto di un gioco sulle assonanze di parole è quella di Mme Duplok con Ricordo del Mulo di Bellino: l’immagine di un mulo ritratto vent’anni fa in un prato di Bellino, paese della val Varaita al confine tra Francia e Italia. In Via Dante Christiane Beer con Blocco trasparente. Beton utilizza il linguaggio del minimalismo: articolando la modularità di 32 stele di cemento per frammentare lo spazio, e creare prospettive di luce. Sempre in Via Dante Stefano Soddu presenta Caduta a Berlino 2009: un muro monumentale di legno rosso e di ferro nero, nel quale una fessura permette il passaggio della luce in contrapposizione al vermiglio denso e opaco della ferita causata dall’oppressione e dalla privazione di libertà. In Corso Vittorio Emanuele Paolo Conti scocca la sua Freccia della Libertà attraverso una lastra di corten. L’inclinazione della lastra è tale da produrre una sensazione dinamica opposta, come di balestra caricata, pronta a lanciare il dardo; in una simile opposizione di forze, la freccia, metafora anche dell’arte, piega e oltrepassa la resistenza del “muro”. Adolfo Lugli edifica Muro di Berlino, un grande muro che crolla e rinasce contemporaneamente, una metafora degli avvenimenti in corso in tanti luoghi del mondo ancora oggi. Sul lato sinistro interventi di smantellamento e distruzione e, sul lato destro, la sua ricostruzione funzionale. Al centro uno stretto varco permette un difficoltoso attraversamento, simbolicamente illuminato dalla luce.
Rudy Pulcinelli espone (S)confinare, due monoliti che, osservati da lontano, appaiono come un muro, mentre man mano che ci si avvicina diventano sempre più leggibili e dal loro interno lasciano sgorgare simboli e grafemi, pronti ad aggregarsi in nuovi contenuti. Mariano Pieroni e Alberto Cropelli presentano La Natura oltre il muro, opera che concilia il tema della libertà a quello dell’ecologia. Uno squarcio nel muro di polistirolo pieno permette infatti il passaggio dei Plasticoni ecologici, animali selvatici interamente realizzati con materiali buttati da vacanzieri in boschi, montagne e prati. In Piazza Castello Matteo Pugliese erige Die Mauer attraverso Berlino. Un uomo-scultura di bronzo attraversa un monumentale muro di mattoni; la materia non può arginare l’aspirazione dell’uomo alla libertà. In Piazza Duca d’Aosta Abbattere per ri-costruire di Francesco Lussana rappresenta un muro di cemento che sta per essere distrutto da una gigantesca gru. La gru diviene simbolo di un moderno guardiano delle libertà.
Spazio Mercedes
Video Art Project Dall’incontro visuale tra la città di Milano e quella di Berlino nasce un luogo di relazione chiamato MIBE. Cade il velo che separa le due realtà e si rendono così disponibili nuove esistenze. E’ Folk in MIBE il project video dell’artista Ansel Mansel, ospitato nello spazio Mercedes in Galleria Vittorio Emanuele.
Progetto Berlinoventi Il progetto Berlinoventi dell’artista Marcello De Angelis è composto da 20 mattoni che rappresentano i 20 anni dalla caduta del muro. Ogni mattone ha sulla sua superficie 20 fori, di cui 9 passanti e 11 ciechi a rappresentare la data in cui il muro è caduto: il 9 novembre (9/11). Ogni mattone ha impresso sulla superficie forata un’immagine in bianco e nero. Le immagini spaziano dal 13 agosto 1961 (data della sua costruzione) al 9 novembre 1989 (anno della sua caduta) con l’esclusione per un unico mattone intitolato Frontiera, che rappresenta invece una foto di Ralph Crane del 1953 (fotografo del Times), in cui una recinzione separa due gruppi di amici. Sui mattoni sono impresse immagini come quella di Willy Brandt: Premio Nobel per la pace e sindaco di Berlino dal 57 al 66 o come quella di Robert Kennedy (segretario di giustizia degli USA) in visita a Berlino il 23 febbraio del 1962. In Ich bin ein Berliner è invece raffigurata la visita del presidente JFK il 26 giugno del 1963, in Kiss il bacio tra Erich Honecker e Leonid Brezenev dipinto sul muro. Altri mattoni riproducono immagini di fotografi famosi come Henri Cartier Bresson o Dan Budnik. Jump è forse l’immagine più significativa in cui è raffigurato Conrad Schumann, giovane soldato diciannovenne che il 15 agosto 1961 disertò saltando il filo spinato alla ricerca di libertà. In seguito dichiarò: “Solo dal 9 novembre 1989 mi sono sentito realmente libero”. Nel 1990 quando poté tornare a ritrovare i famigliari, scoprì che in molti non avevano mai perdonato il suo gesto. Il 20 giugno 1998, morì suicida, con un cappio attorno al collo nel frutteto dietro casa, senza lasciare alcun messaggio: “Sono ancora orgoglioso di quello che ho fatto, non c’era altra possibilità anche se ho corso un grande pericolo e ho tagliato ogni ponte col mio passato: ho perso la famiglia, gli amici, il lavoro, tutto.”
NABA - Nuova Accademia Belle Arti Milano
Photography Exhibition Presso la NABA di via Darwin - Nuova Accademia di Belle Arti Milano - una mostra fotografica inedita sull’ultimo muro ancora esistente in Europa che divide una capitale ed uno stato: Cipro e la sua capitale Nicosia. “The Last Wall” di Carlo Bevilacqua, fotografo e regista, e installazione multimediale con slide show a cura del Laboratorio Scenografia NABA. Testi di Fabio Mario Santopietro, Saverio Paffumi, Alessandro Guerriero, Denis Curti. Curata da Stefania Vaccari e Carlo Bevilacqua.
Video Art e Installazioni Sempre negli spazi della Nuova Accademia di Belle Arti sono allestiti i progetti degli studenti del Biennio Specialistico in Arti Visive e Studi Curatoriali dedicati al XX Anniversario della caduta del muro di Berlino. Una video-installazione interattiva che proietta sul suolo la schermata di un videogame del 1989 la cui meccanica di gioco preveda proprio la distruzione di un muro e la trasmissione di un video di found footage, con immagini riguardanti i momenti topici della caduta della cortina di ferro e colonna sonora, attraverso un televisore a tubo catodico.
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