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Maurizio Galimberti fotografa Andres Serrano - Parigi, Fondation Pierre Bergé - Yves Saint Laurent - Fino al 19 settembre 2010  
VANITÉ.
Mort, que me veux-tu ?


Maurizio Galimberti fotografa Andres Serrano

Parigi, Fondation Pierre Bergé - Yves Saint Laurent

Fino al 19 settembre 2010

Comunicato stampa

Maurizio Galimberti, uno dei più importanti e celebrati fotografi italiani, da molti anni testimonial in tutto il mondo della Polaroid è, con il suo ritratto ad Andres Serrano, uno dei protagonisti di VANITÉ. Mort, que me veux-tu?, la 13.ma esposizione che la Fondazione Pierre Bergé - Yves Saint Laurent ospita fino al 19 settembre 2010, negli spazi parigini di Avenue Marceau.

Dedicata quest’anno al tema della Vanità nell’arte - un genere artistico sviluppatosi a partire dal XV secolo che prende il nome da un passo dell’Ecclesiaste: “Vanitas Vanitatum omnia est Vanitas” - la mostra ospita una sessantina di opere (dipinti, sculture, fotografie) presentate secondo due chiavi di lettura: la Figura e l’Oggetto, di volta in volta allegorie e metafore di un progressivo abbandono e distacco dalle passioni e dai beni terreni per l’avvicinamento e raggiungimento di una dimensione spirituale.

Il percorso espositivo si snoda attraverso i secoli, dal XVII fino ai giorni nostri, con una selezione di opere e artisti che hanno, di volta in volta, affrontato questo tema secondo il proprio gusto e la propria sensibilità, sia da una prospettiva laica sia religiosa.
Tra i principali artisti in mostra vi sono C. Gysbrechts, S. Luttichuys, P. Steenwijck, J. de Valdes Leal, A. Wolffort, G. Cagnacci, L. Miradori, Ph. De Champaigne, S. Bonnecroy, N. Régnier, M. de Boullongne per la parte antica, A. Giacometti, M. Ray, G. Richter, Glenn Brown, Urs Lüthi, Robert Mapplethorpe, D. Michals, D. Appelt, J.P. Witkin, A. Serrano, G. Hill e M. Galimberti per i contemporanei, che nel ritratto di Andres Serrano richiama esplicitamente alla simbologia delle Vanità immortalandolo con un teschio in mano, elemento rappresentativo per eccellenza di questo genere.

Il tema della vanità racchiude in sé una molteplicità di rappresentazioni possibili capaci di evocare la spiritualità e, nello stesso tempo, appare essere, ieri come oggi, il trait d’union tra le differenti forme di espressione artistica.

In mostra possono essere ammirati, inoltre, una serie di Memento Mori provenienti dalla collezione personale di Pierre Bergé.

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