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BACKIES  
     
di Ago Panini - Inaugura il 21 maggio presso la galleria AMY-D Arte Spazio, Via Lovanio 6, Milano  
BACKIES
di Ago Panini
Inaugura il 21 maggio presso la galleria AMY-D Arte Spazio, Via Lovanio 6, Milano
Dal 22 Maggio all’11 Giugno 2015

Milano, 27 marzo 2015

Divenuto il nuovo lemma della lingua italiana –

a testimoniarlo è

lo Zingarelli –, il selfie è

un fenomeno
di moda che accompagna la giornata di grandi e piccoli, di capi di governo e first lady, di compassati
prelati e divi del rock, di banchieri in doppio petto e star del cinema. Il rischio, per chi, negandosi,
non si professa in un atto partecipativo, è

l'etichetta del dissociato, del disadattato, del deviante
(rispetto alle mode e alle nuove socialità). Esasperato nella pratica, compulsivo e ossessivo nel
consumo, il selfie è

assunto a simbolo dei tempi, a cartina tornasole di una società

ipercomunicativa,
sempre in movimento, votata alla rincorsa di rinnovate formule espressive e linguistiche –

sempre
facili e divertenti –. Parte di un rituale globalizzante che coinvolge tutti e in ogni momento, privato o
intimo che sia –

basta una breve ricerca e si scoprono anche quelli con il caro estinto –, esso assurge
a prova, testimonianza, appartenenza, certificazione: io esisto. L'autoscatto si rivolge ovunque e a
chiunque, un pressing che confonde a tal punto da non riuscire a distinguere con chiarezza chi sia la
preda e chi il predatore.

Ago Panini, regista, musicista, pubblicitario e scrittore –

è

suo il romanzo “L'erba cattiva”

(Indiana
editore) –

a questo dictat risponde scegliendo lo stesso terreno, quello della comunicazione, e
l'energia di un progetto che è

ascolto e riflessione, ricerca e conoscenza.

Con l'opera fotografica
“Backies”, egli guarda all'uomo e all'altro volto della luna, quello opposto al mondo smile, smart e
friendly di un quotidiano più

o meno verosimile. Se il viso è

l'arma mediatica del selfie, il foglio bianco
sul quale si compone il mosaico di un linguaggio non verbale sempre ammiccante, divertente e
teatrale, il backie documenta chi, di spalle, è

colto nel guardare il mondo che si apre ai suoi occhi;
chi, assorbito dallo spazio, ritrova nell'atto del vedere il tentativo di mettere in luce, come significato,
il proprio rapporto con il mondo.

Nella presenza umana delle immagini firmate da Ago Panini risuona l'invito rivolto allo spettatore a
inventare una storia, a rapportarsi con il protagonista e con ciò

che è

lì, all'orizzonte. Come dinanzi al
quadro “Monaco davanti al mare”

(1810) di Caspar David Friedrich si è

chiamati a immedesimarsi nella
figura, a sentire l'altro e l'emozione del momento, l'abisso del mare e del cielo nebbioso, a vivere in
empatia con ciò

che ci è

prossimo, così, posti di fronte alla scena fotografata, non si può

non entrare
nell'immagine, contemplare la realtà

e avvicinare un'espressione del mondo.

La posizione di spalle del soggetto, colto in solitudine, coinvolge l'osservatore, divenuto co-
protagonista e viaggiatore, e lo proietta nella stessa meditazione. È

un ponte gettato, quello prodotto
dall'autore, tra lo spettatore reale, il soggetto fotografato e il paesaggio rivelato.

È

un corto circuito tra la realtà

interna all'opera e ciò

che emerge dallo sguardo indagatore. I trentotto
scatti realizzati da Ago Panini nel mondo sono tutte voci che concorrono a un unico invito: fermarsi
per un istante e raccogliere questa piccola sfida investigativa –

l’ascolto della propria presenza –, in
silenzio. Attendere quei pochi secondi che il mondo venga a noi e coglierlo in un momento di
sospensione. Nel contatto, nel gioco della partecipazione, non rimane che intrattenersi lasciandosi
scoprire. Con leggerezza e ironia, con gioco e fantasia.


Immagini di Ago Panini

A cura di Denis Curti

Produzione

Per informazioni stampa: backies@pianob.it

 
   
   
   
Vittorio Schieroni