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FAST / digiuno  
     
project economART di AMY D Arte Spazio Milano - Sasha Meret, Marcin Klocek, Daniele Franzi. Opening 03 settembre h. 18.30  
FAST / digiuno
project economART di AMY D Arte Spazio Milano


Opening 03 settembre h. 18.30
03/09 - 21/09/2015

In mostra opere di: Sasha Meret, Marcin Klocek, Daniele Franzi.
Site specific: - Plastica smart 2015 -, nanotecnologia e riciclo, a cura dell’I.T.T. (Istituto Italiano di Tecnologia) e della Prof.ssa Athanassia Athanassiou, fisico, ricercatrice e responsabile dello Smart Materials Group di Genova.

“FAST”, un progetto per sottrazione nato da un’idea di Anna d’Ambrosio, inaugura il 3 settembre, cronologicamente dopo “Memorie di Equilibrio” dello scorso marzo, in cui l’elemento acqua si faceva opera di denuncia del famigerato water grabbing.

In mostra per “FAST”, inedito progetto economART, opere create attorno al tema del digiuno, inteso non solo come provocazione nell’anno di EXPO 2015 (che doveva essere la piattaforma di confronto di idee e soluzioni sull’alimentazione), ma come occasione di riflessione inedita, ricca di possibili interpretazioni rigeneranti.
Quasi tutti i lavori esposti sono stati pensati appositamente per la mostra, mentre altri davano già una lettura personale del digiuno come metafora di altri vuoti e sconfitte.
Scenari totalmente differenti, interpretazioni inedite e inattese del contemporaneo: un punto di vista fuori dal coro sul tema del cibo.

“FAST” pone il cibo come sottraendo dell’esposizione artistica, in cui i rimandi a tematiche sociali, culturali ed economiche sono tutti declinati alla sconfitta dell’umanità, proprio come su un campo di battaglia nel giorno della riflessione postuma.
La rinascita, quella proposta da “FAST”, passa dalla scoperta scientifica, proposta rivoluzionaria di nuove scoperte e interpretazioni, a soluzioni nuove per uno spiraglio etico di esistenza.
L’economART di AMY D Arte Spazio lo fa con l’arte responsabile degli artisti in mostra.

Ciò che resta saranno macerie, tumuli, disgregazioni laceranti e strazianti, ma anche una nuova speranza fatta, come dopo un lungo digiuno, di odori forti senza matrici, trasformazioni entropiche dello scarto declinato da rifiuto organico da macero.

Anna d’Ambrosio








Concept del progetto


Scenograficamente potente, “FAST” si presenterà allo spettatore con un’installazione a semicerchio (mensa articolata) delle opere di Daniele Franzi “Casale Monferrato/ prescrizione” 2012, misure 60x40 cm, in fibrocemento.
Dello stesso artista, un carrello porta vassoi contenente un unico vassoio, usato e deteriorato, quale rimando alla nocività dell’Eternit.
“Stratospheric Helmets” 2015, armature scultoree fatte con coltelli, forchette e cucchiai, dell’artista americano Sasha Meret, che, durante l’opening, verranno indossate da artisti di entrambi i sessi che si muoveranno a passo di marcia militare con, in sottofondo, una colonna sonora ripresa da una parata militare cinese del 2013). A fine opening, le opere indossate verranno deposte in terra su un tumulo, in atto di sconfitta e sottomissione.
Nell’arco di durata della mostra (aperta fino al 21 settembre 2015), il progetto si ridurrà per sottrazione (digiuno) a personale di Sasha Meret, con i suoi soli lavori come reliquia e monito per una nuova rinascita.
Alle pareti nell’open della galleria, i lavori fotografici sul sumo di Marcin Klocek, giovane artista polacco finalista al Sony World Photography Awards 2015 con il progetto Ryogoku district of Tokyo.
Questi lavori saranno stampati in grande formato su carta fotografica e lacerati durante l’opening. Un altro spazio della galleria ospiterà le stesse opere realizzate su carta Fine Art, acquistabili e integre.
Al termine della galleria, in una stanza al buio, le nuove plastiche smart 100% vegetali, sotto forma di strisce e cocci, indicatori olfattivi del cibo da macero. Questi nuovi materiali sono stati realizzati dal Dipartimento di Nanofisica dell’I.T.T. (Istituto Italiano di Tecnologia) e dalla Prof.ssa Athanassia Athanassiou, responsabile dello Smart Materials Group di Genova.

Anche per questa edizione la galleria AMY D Arte Spazio è impegnata nell’arte di far incrociare gli sguardi con progetti che uniscono opere, libri, economia e scienza con l’utilizzo di un metodo in cui il reale si persegue attraverso l’immaginario e solo per via del simbolico.
Con gli artisti si condividono interessi che loro poi traducono in un linguaggio senza il quale non ci sarebbe un percorso, vero e proprio viaggio che dà forma al mondo.


In soccorso del pianeta arriva da Genova la plastica generata dai rifiuti di caffè e cannella.
di Antonio Carnevale

[…] Per realizzare la loro plastica smart, all’I.I.T. hanno utilizzato caffè, prezzemolo e cannella. Un materiale 100% green, che in un sol colpo potrebbe aiutarci a risolvere parte del problema dello smaltimento dei rifiuti biologici. I residui vegetali, come appunto gli scarti di caffè (e/o altri), vengono trattati con solventi e polimeri biocompatibili. In questo modo si arriva a un materiale malleabile e versatile, del tutto simile alla plastica derivata dal petrolio, ma completamente biodegradabile.
Oltre a non impattare l’ambiente, questi polimeri plastici incorporano le proprietà degli “scarti” da cui sono prodotti, fino a ottenere una plastica con proprietà antiossidanti e antimicrobiche.

FAST / digiuno
economART project by AMY D Arte Spazio Milano

Opening 03 settembre, h 18.30
03/09 – 21/09/2015

On display, works by: Sasha Meret, Marcin Klocek, and Daniele Franzi.
Site specific: -Plastica smart 2015-, nanotechnology and recycle, curated by I.I.T. (Italian Institute of Technology) and Dr. Athanassia Athanassiou, physicist, senior researcher and head of the Smart Materials Group of Genoa.

The brainchild of Anna d'Ambrosio, FAST, a project by subtraction, opens on September 3, following "Memorie di Equilibrio", on display last March, in which the water element itself became a statement against the infamous water grabbing.

On display for Fast, an original economART project, are works created on the theme of fasting, not only as a provocation in the year of the EXPO 2015 (which had to be the platform for the exchange of ideas and solutions on nutrition), but as an opportunity for a fresh pondering, full of possible regenerating interpretations.
Almost all the works on display have been specifically conceived for this exhibition, while others already gave a personal reading on the fasting as a metaphor for other voids and defeats.
Totally different scenarios, new and unexpected interpretations of the contemporary: a perspective out from the pack on the topic of food.

FAST places the food as the subtrahend of the art exhibition, in which the references to social, cultural and economic contents are all inflected toward the defeat of humanity, just as on a battlefield the day of the posthumous reflection.
The rebirth, as proposed in FAST, passes from the scientific discovery, revolutionary proposal of new findings and interpretations, to the new solutions for a glimmer of ethical existence.
EconomART by Amy D Arte Spazio does it with the responsible art of the exhibiting artists.

What remains are the ruins, mounds, tearing and excruciating disintegrations, but also a new hope, as after a long fast, made of strong odours without matrices, entropic transformations of the scrap obtained by the organic waste for pulping.


Anna d’Ambrosio


Project’s concept

Dramatically staged, FAST will present the viewer a semi-circular installation (articulated canteen) of the works by Daniele Franzi "Casale Monferrato/prescrizione" 2012, each one made of fibre cement and measuring 60 x 40 cm.
By the same artist, a tray trolley containing a single tray, used and deteriorated, as a reference to the harmfulness of Eternit.
"Stratospheric Helmets" 2015, sculptural armours made with knives, forks and spoons by the American artist Sasha Meret, will be worn during the opening by artists of both genders moving on a North-Korean military marching step, with, playing in the background, Hell March taken from the Red Alert videogame’s soundtrack. By the end of the opening, the worn artworks will be dropped down on the ground, in sign of defeat and submission.
Throughout the whole duration of the exhibition (open until September 21, 2015), the project will decrease by subtraction (fasting), turning into a Sasha Meret solo show, with just his work left as a relic and a reminder for a new rebirth.
The walls of the gallery open space will exhibit the photographic works on sumo by Marcin Klocek, the young Polish artist who has been finalist in the Sony World Photography Awards 2015 with the project Ryogoku district of Tokyo.
This works will be here printed on photographic paper and torn apart during the opening. Another gallery's space will host the same works on Fine Art paper, intact and on sale.
Finally, in a dark room, the new 100% green smart plastic, here as strips and fragments, olfactory markers of the food for pulping. These new materials are made by the Department of Nanophysics of the IIT (Italian Institute of Technology) and by Dr. Athanassia Athanassiou, head of Smart Materials Group of Genoa.

Once again, the AMY D Arte Spazio gallery is committed to an art that intersects the gazes, with projects that combine works, books, economy, architecture, and science, with a method in which the real is pursued through the imaginary and the symbolic.
Interests are shared with the artists, which are then translated by them into a language without which there would not be a path, the real journey that shapes the world.


The plastic generated by the wastes of coffee and cinnamon coming from Genoa to planet's rescue
by Antonio Carnevale

[…] To realize their smart plastic, the IIT used coffee, parsley and cinnamon. A material that is 100% green, which could help us to solve at one stroke the problem of the disposal of biological wastes. The vegetable residues, as scraps of coffee (and/or others), are treated with solvents and biocompatible polymers. Thus, a malleable and versatile material, totally similar to the petroleum-based plastics but completely biodegradable, is obtained.
Besides not impacting on the environment, these plastic polymers incorporate the properties of the "wastes" from which they are produced, thus obtaining a plastic with antioxidant and antimicrobial properties.

 
   
   
   
Vittorio Schieroni