Home Page

     
<<< torna indietro  
   
Clicca per ingrandire
ATTENTO A DOVE METTI GLI OCCHI  
     
di Tonino Casula - Il 14 febbraio inaugura presso lo Spazio E_EMME, in via Mameli 187 Cagliari  
Il 14 febbraio inaugura presso lo Spazio E_EMME, in via Mameli 187 Cagliari, la mostra di Tonino Casula ATTENTO A DOVE METTI GLI OCCHI.
In esposizione lavori della produzione degli ultimi 30 anni, dalle Diafanie, agli Anaglifi e Cortronici 2D e 3D, opere video caratterizzate dall’impiego della musica contemporanea e non solo.
E’ un’occasione per approfondire, o conoscere per la prima volta, la ricerca di quest’artista straordinario e riflettere sulle implicazioni tra la scienza, tecnologia e arte, arte figurativa e arte sonora.
La mostra sarà visitabile dal mercoledì al venerdì dalle ore 18,30 fino alle 21 dal 7 febbraio fino al 2 marzo.

T.Casula: Attento a dove metti gli occhi
Da trent'anni le sperimentazioni visive di Tonino Casula sono fatte al computer: immagini virtuali
affidate a schermi, nate da programmi in continua evoluzione; forme astratte, ricche di effetti via
via più illusionistici, di mutazioni che ne hanno trasformato la fruizione consentendo sviluppi
linguistici probabilmente impensabili quando le ricerche hanno avuto inizio.
Eppure il termine computer art è quanto di più riduttivo si possa immaginare per comprendere i
lavori di Casula, e si potrebbe dire persino inadatto. Certo sono cose fatte al computer, gestite da
software e da sistemi operativi, ma accomodarsi su questa unica dimensione è un po' come voler
definire stesure di colori ad olio con pennello l'approdo astrattista della pittura di inizio
Novecento. A dispetto delle intenzioni descrittive si finisce per non cogliere l'aspetto fondamentale.
Per le opere di Casula, insistere solo sulla dimensione informatica della loro elaborazione finisce
infatti per disperdere quel sostrato vitale che le alimenta, e che include consolidate progettualità
decorative e approfondite conoscenze percettologiche, suggestioni trasversali fra musica e pittura e
sconfinamenti metodologici tra arte e scienza.
E' questa interazione complessa, costruita in decenni di sperimentazioni, che rappresenta l'elemento
ad un tempo caratteristico e originale del pensiero creativo di Tonino. Sapere che le Diafanie prima
di diventare una sequenza di immagini gestite da un programma informatico erano diapositive,
ottenute da schermate video fotografate e proiettate in dissolvenza incrociata, è utile, ma lo è di
più capire come tutto il procedimento abbia preso forma. Sebbene la lunga esperienza maturata sul
campo ne faccia un antesignano nell'uso del computer, Casula è un informatico piuttosto
disallineato, e la matrice artigiana del suo operare cerca sempre il modo di sottrarsi alla serialità
tendenziale dei programmi. Le prime animazioni nascono dalle Diafanie, e per quanto il
movimento sia ora affidato alle soluzioni stabilite dal software, il divenire della forma ha sempre
origine più antiche perché procede come rielaborazione di immagini preesistenti. L'adozione stabile
del supporto musicale introduce modifiche significative; nell'oscillare tra contemporanea classica
e jazz, tra fusion e world music, il suono crea una sorta di percorso parallelo, dettando il ritmo
della fruizione e creando insospettate contaminazioni culturali. Però, a dispetto della varietà di
suggestioni, è comunque la progettualità pittorica a determinare il punto di convergenza dei diversi
sistemi linguistici.
Qualcosa di simile accade anche rispetto alle evoluzioni espressive del software. Il progressivo
innalzarsi del livello informatico nei Cortronici, bi e tridimensionali, arricchisce di possibilità
illusionistiche e combinatorie i video, ma non arriva comunque ad affidare il percorso di
costruzione mentale delle immagini allo sviluppo predeterminato del programma. Come se i
sistemi operativi più complessi e l'evoluzione della resa tridimensionale non facessero che
realizzare concretamente forme ed effetti già pensati pittoricamente. E in una certa misura è così,
perché il continuo gioco di mutamenti percettivi che i Cortronici propongono non è
metodologicamente connesso all'approdo informatico. Già in precedenza Casula aveva adottato
procedimenti simili, sia rispetto agli stilemi dell'astrazione geometrica che ai principi della
psicologia transazionale. La dialettica tra il segno grafico e la sua apparenza virtuale è un aspetto
sul quale Tonino lavora fin dagli anni Settanta. Nei nitroacrilici su plexiglas, e poi su masonite e
forex, le sperimentazioni ispirate alle teorie percettologiche abbandonano il piano del segno-forma
per spostarsi su quello del colore luce, aprendo un versante di ricerca che aspira di fatto a risultati
visivamente dinamici e anticipa la resa in movimento ottenuta ancora meccanicamente nelle
Diafanie e informaticamente nei Cortronici.
Ma se questo è il crinale metodologico, dobbiamo comprendere che la peculiarità delle ricerche di
Casula è qualcosa che va aldilà del computer, come un tempo andava al di là dei materiali
industriali impiegati. E allora anche noi dobbiamo andare oltre, e cercare di cogliere quella molla
trasformazionale che gli ha permesso di volta in volta di approcciare un universo tecnico
sconosciuto non solo recuperando parti significative del suo operare ma intuendo e sviluppando
una strategia estetica che, anche col computer, resta una meraviglia dell'arte.
Gianni Murtas
 
   
   
   
Spazio E_EMME