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il vincolo su Palazzo Nardini  
     
La Commissione Regionale approva all’unanimità il vincolo  
MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO
SOPRINTENDENZA SPECIALE DI ROMA ARCHEOLOGIA BELLE ARTI E PAESAGGIO


La Commissione Regionale approva all’unanimità
il vincolo su Palazzo Nardini



Comunicato stampa
Roma, 10 luglio 2018

La Commissione Regionale per la Tutela del Patrimonio Culturale del Lazio ha approvato la riformulazione del vincolo su Palazzo Nardini, avviata dalla Soprintendenza Speciale di Roma il 10 aprile scorso, ai sensi dell’articolo 10, comma 3, della Legge 42 del 2004, o Codice dei Beni Culturali.

Palazzo Nardini, attualmente nel patrimonio della società pubblica Invimit, era già vincolato per il suo valore architettonico e storico artistico. Il nuovo provvedimento riconosce all’intero complesso anche il particolare interesse storico per il suo riferimento alle vicende politiche, della cultura, nonché di testimonianza dell’identità e della storia delle istituzioni pubbliche, collettive e religiose del nostro Paese.

A fronte delle osservazioni contrarie della società Invimit, la Commissione ha ritenuto valide le motivazioni della Soprintendenza, esprimendosi all’unanimità per la riformulazione di vincolo che sancisce, tra l’altro, l’inalienabilità di Palazzo Nardini.

Sull’avvio del vincolo, Invimit aveva anche intentato un ricorso al Tar: nella prima udienza, nel mese di maggio, il Tribunale Amministrativo ha negato la sospensiva del provvedimento avviato dalla Soprintendenza e ha fissato l’udienza di merito per il prossimo mese di dicembre.

l'ufficio stampa


MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO
SOPRINTENDENZA SPECIALE DI ROMA ARCHEOLOGIA BELLE ARTI PAESAGGIO

 

Palazzo Nardini
Il nucleo originario di Palazzo Nardini viene costruito tra il 1470 e il 1480 su uno dei tracciati
storici della citta: la via Papalis, il percorso dei pontefici tra le basiliche di San Pietro e San
Giovanni. Il complesso prende il nome da Stefano Nardini, arcivescovo di Milano, nominato da
papa Paolo II Governatore di Roma, che acquista alcuni edifici medioevali nell’area e procede al
loro accorpamento.
Alla morte di Nardini la proprietà passa alla Arciconfraternita Ospedaliera del SS. Salvatore ad
Sancta Sanctorum e l’edificio viene dato in affitto a esponenti del clero che rivestono importanti
cariche: tra questi il cardinale Orsini, Franceschetto Cybo, figlio di Innocenzo VIII e sposato con
Maddalena de Medici, Federico Sanseverino, cardinale di Salerno, e il cardinale di San Giorgio,
Giovanni Antonio Sarbelloni, nipote di Pio IV.
Nel 1593 il palazzo passa ai Gesuiti per diventare sede del Seminario Romano. Dal 1613 al 1624
il palazzo è ampliato con alcuni ambienti realizzati dall’architetto Giacomo Mola a cui segue la
realizzazione di altri ambienti nel cortile.
A partire dal 1624, per volontà di papa Urbano VIII, il complesso viene ceduto alla Reverenda
Camera Apostolica e diventa sede del Governatore di Roma fino al suo trasferimento, nel
1755, a Palazzo Madama -di qui il nome di via del Governo Vecchio.
Con Roma capitale, l’Arciconfraternita incarica l’architetto Francesco Vespignani di eseguire un
restauro per il riuso dell’intero complesso, con ingresso su via del Governo Vecchio. Negli anni
Trenta del 900 il complesso diventa la sede della Sezione Penale della Pretura di Roma. I restauri
dell’edificio sono commissionati dall’ufficio tecnico dell’Ospedale S. Spirito e nel 1940
coinvolgono anche la Soprintendenza, per la demolizione delle murature che occludevano le
arcate del portico del cortile.
Negli anni Settanta, e fino al 1984, l’edificio è occupato dal Movimento per la liberazione della
Donna, di cui ancora oggi sono visibili tracce di pitture e graffiti in alcuni ambienti del palazzo.
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Tipico edificio del ‘400, Palazzo Nardini è stato più volte rimaneggiato ed è per questo
caratterizzato da una eccezionale stratificazione architettonica e da una frammentarietà dovuta
anche al riuso dalle preesistenze medioevali al momento della sua prima edificazione.
Tra le caratteristiche più interessanti sono da ricordare il grande portale quattrocentesco in
pietra su via del Governo Vecchio, gli affreschi recentemente riscoperti nel piano nobile, il
grande cortile con le arcate, le colonne romane riutilizzate nel Seicento, i numerosi stemmi e
iscrizioni che testimoniano i passaggi di proprietà e di uso del complesso.
12 aprile 2018



Pal azzo Nardi ni
cronologia 2000 - 2018

2000
- il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e la Regione Lazio stipulano un
accordo di programma quadro per «la conoscenza, la fruizione, la valorizzazione e
la promozione dei beni e dei servizi culturali del territorio regionale» (ministro
Giovanna Melandri, presidente Francesco Storace).

2002
-
in base all’accordo di programma quadro del 2000, la Giunta del Lazio approva un
protocollo d’intesa tra la Regione e il Mibac, per stipulare la concessione in uso
gratuito di Palazzo Nardini al Mibac per uso istituzionale. L’articolo 1 del protocollo
prevede che il complesso sia destinato a ospitare la Biblioteca di Archeologia e
Storia dell’Arte (ministro Giuliano Urbani).

2003
-
Palazzo Nardini viene acquistato dalla Regione Lazio dalla Comunione delle Asl per
37.520.000 euro.
-
il Ministero delle infrastrutture eroga 500.000 euro per lavori di messa in sicurezza.

2004
-
la Regione Lazio eroga 2.500.000 euro per lavori di restauro e messa in sicurezza.
-
il Ministero delle Infrastrutture eroga 1.016.000 per lavori di restauro e messa in
sicurezza.
-
La Direzione Generale Beni Librari e Istituti Culturali eroga 1.429.350 per lavori di
restauro. Si tratta di fondi Gioco del Lotto, stanziati nel corso della stesura della
convenzione per la concessione per cinquanta anni a titolo gratuito di Palazzo
Nardini come sede della Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte.

2007
-
il ministro dei Beni e delle Attività Culturali Francesco Rutelli, alla luce della stasi
del procedimento, dà mandato per costituire un apposito gruppo di lavoro al fine
di accelerare la stipula della concessione di Palazzo Nardini.

2009
-
la Regione Lazio (presidente Renata Polverini), in base al piano di rientro dal
passivo che comporta la vendita di parte del patrimonio immobiliare regionale,
propone al Mibac di acquistare Palazzo Nardini a titolo oneroso. Si avvia una
trattativa (ministro Sandro Bondi).

2011 - 2014
-
attraverso una lunga trattativa è redatto un protocollo d’intesa per l’acquisizione di
Palazzo Nardini da parte del Mibac, che in cambio cede alla Regione numerosi
immobili a Roma e nel Lazio (ministri Giancarlo Galan, Lorenzo Ornaghi, Massimo
Bray, Dario Franceschini; presidenti Renata Polverini e Nicola Zingaretti). Non viene
firmato.
-
la Direzione regionale Lazio del Mibac dà una prima autorizzazione all’alienazione
degli degli spazi commerciali, le botteghe e negozi che insistono sulle mura
esterne del Palazzo.

2016
-
il Segretariato regionale del Mibac dà l’autorizzazione all’alienazione della restante
parte monumentale del complesso. La Regione Lazio conferisce l’immobile a
Invimit per la vendita.

2018
-
la Soprintendenza Speciale di Roma Archeologia Belle Arti Paesaggio avvia un
procedimento per la riformulazione del vincolo ai sensi dell’articolo 10, comma 3,
lettera d) e dbis) della Legge 42 del 2004, o Codice dei Beni Culturali.
 
   
   
   
Soprintendenza Speciale di Roma