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Burn What Needs To Be Burned  
     
IBRAHIM AHMED - 1 dicembre 2018 > 19 gennaio 2019 - Z2O Sara Zanin Gallery | via della Vetrina 21, 00186 Roma  
Z2O Sara Zanin Gallery | via della Vetrina 21, 00186 Roma | T. +39 06 70452261 | www.z2ogalleria.it | info@z2ogalleria.itOpening hours: Tuesday to Saturday 1 – 7 pm (and by appointment) IBRAHIM AHMED Burn What Needs To Be Burned 1 dicembre 2018 > 19 gennaio 2019 z2o Sara Zanin Gallery è lieta di annunciare l’opening, sabato 1 dicembre, di Burn What Needs To Be Burned, la prima mostra personale in galleria dell’artista Ibrahim Ahmed. Presentando al pubblico il risultato di un'auto-esplorazione e di un dialogo interiorizzato durati due anni, l'artista prende in considerazione l’urgenza dell’attuale dibattito sulla mascolinità e le sue implicazioni in un momento storico in cui essa è venuta a porsi come problema cruciale. Attraverso il personale processo di comprensione e smantellamento della virilità come costruzione sociale condotto da Ahmed, la mostra è un’indagine sulle modalità con cui essa viene percepita e performata in immaginari collettivi differenti sia per aree geografiche che per culture. Sono circa cinquanta le fotografie ed i collage fotografici in cui l'artista espone e manipola il proprio corpo trattato alla stregua di un campo di battaglia. Nato nel 1984 da genitori egiziani che vivono in Kuwait, Ibrahim Ahmed ha trascorso la sua infanzia tra il Bahrain e l'Egitto prima di trasferirsi negli Stati Uniti all'età di tredici anni. Nel 2014 si sposta al Cairo, dove attualmente vive e lavora nel quartiere periferico di Ard el Lewa. Non legato ad uno specifico contesto geografico né a una ben definita identità nazionale, Ahmed si muove all'interno di un composito regno di “appartenenza”. Questa consapevolezza influenza in gran parte la sua pratica e gli offre un punto di vista peculiare. Nel corso della sua carriera, l’artista ha affrontato temi globali legati alla colonizzazione, alle strutture di potere, alle interazioni culturali ed alla fluidità dell’identità, sfidando la rigida categorizzazione binaria della società. In Burn What Needs To Be Burned, Ahmed spinge se stesso e il suo pubblico a riconsiderare la mentalità improntata sulla mascolinità e ad accettare la provocazione implicita nel processo di decostruzione: quali sistemi narrativi creano le società sulle persone di sesso maschile, e che cosa implica questo? Quali sistemi oppressivi di potere vengono inconsapevolmente perpetuati attraverso il discorso del “vero uomo”?La mostra riflette il rito di passaggio di Ahmed. Il punto di avvio è The Things I Hope To Bury, una fotografia in bianco e nero del ritratto a mezzo busto dell'artista che indossa soltanto una maschera in metallo assemblata con ricambi di automobili. Le maschere sono un elemento essenziale in varie culture africane, e spesso rappresentano un essere mitologico che si impossessa di chi le indossa. Automobili potenti e motori richiamano la performatività maschile e giocano un ruolo centrale nella costruzione della "cultura del vero uomo". Di conseguenza, la maschera è un simbolo delle dinamiche gerarchiche stabilite tra uomo e mascolinità. Questo rapporto di interdipendenza crea un'identità più forte soltanto in apparenza, poiché finisce con il generare una struttura di costrizioni che soffocano l’individualità.I Break the Promise I Made From His Tongue and Piece By Piece I Shield the Fractured Flesh I Own esplora la genesi e le conseguenze della retorica maschile dominante sulla vita dell'artista. Ahmed indaga l'indottrinamento di suo padre, mettendo in discussione il modello maschile che affascina l’immaginario paterno. Influenzato dall'idea americana di mascolinità performativa, infatti, suo padre ha rivendicato questi tratti maschili per compiacere il suo nuovo paese d'origine, adattandosi alla griglia dello stereotipo del “vero uomo”. Educato secondo quel modello, Ahmed si scontra con i suoi pericoli. Catturato in una spirale ed esposto a diversi standard maschili, si chiede come gran parte di se stesso sia stato smarrito in questi ruoli innaturali. Nelle due serie di collage, la maschera diventa più complessa e distorta. I cut-out dei pezzi di automobile si mescolano con quelli degli elementi architettonici, in una fusione di simbologie del potere. Infatti, spesso considerata come un'icona culturale, l'architettura è stato storicamente un ambito dominato dagli uomini, dove l’etimologico “archi” (che significa autorità, regola principale e principio) è stato a lungo controllato da soggetti
Z2O Sara Zanin Gallery | via della Vetrina 21, 00186 Roma | T. +39 06 70452261 | www.z2ogalleria.it | info@z2ogalleria.itOpening hours: Tuesday to Saturday 1 – 7 pm (and by appointment) maschili. Le parti degli edifici funzionano da metonimia per costruzioni monolitiche e strutture di contenimento. I volti dei soggetti scompaiono dietro questa gabbia, suggerendo l'assenza di auto-espressione. La divinità ipermascolinizzata di I Am Hollowed Where I Once Was è il risultato di questa tumulto personale. Nel suo studio di Ard El Lewa, Ahmed è stato fotografato in pose e atteggiamenti tipicamente maschili. Queste pose si basano sulla statuaria antica di Roma, della Grecia e dell’Egitto, su alcuni manichini rinvenuti nel suo quartiere, e su fotografie scattate a giovani uomini del posto. Nei collage, l'artista decostruisce la nozione greco-romana classica della mascolinità. Incarnando una interpretazione tutta culturale del ruolo di genere, Ahmed appare ora come un dio. Fatta di tensioni muscolari, posture ipertrofiche e sessualmente connotate, potenza fisica e forza, questa serie celebra una sorta di alieno nato dalla decostruzione dell'immagine originale – o meglio, del sé. Questo super-ego grottesco riflette ciò che l'artista definisce come “mascolinità coloniale”, ossia un’interpretazione della virilità come aggressivo esercizio di potere sugli altri. Ciò che resta converge nella serie I Hear It. Telling Me To Show Myself, dove il corpo scavato e svuotato riflette ciò che sopravvive quando la mascolinità viene creata a scapito del sé individuale. Bring The Offering and Alms I Left At Your Doorstep and What Comes After. Bring Peace To This Restlessnessrappresenta la climax dello scontro tra iper-mascolinità e sé. La prima serie di collagefotografici documenta una performance che ha avuto luogo presso lo studio dell'artista. Qui, Ahmed si misura nella lotta con un blocco di cemento, lo stesso di norma impiegato ad Ard El Lewa per rivendicare posti di parcheggio per auto. Il linguaggio visivo associato al blocco di cemento rappresenta metaforicamente il peso della mascolinità e dell'estenuante gioco di ruolo. La seconda serie offre una prospettiva privata della stessa performance, ponendo l'accento sulla lotta interiorizzata e l'emotività dell'artista. La porta-soglia dello spazio espositivo, arrivati a questo punto del percorso, si apre su un bivio. Porteremo il blocco di cemento per sempre? Troveremo il coraggio di far cadere la maschera indossata all’inizio? In Everything I Am. Everything I Am Not l'artista mette insieme tra di loro alcuni scatti fotografici in cui è ritratto mentre assume pose che il senso comune costringe ad interpretare come “effeminate”. Quando assemblate, le varie parti del corpo rivelano un quadro nuovo, più intimo, dove sono scomparse tensioni e costrizioni. Come nella filosofia cinese di Yin e Yang, maschile e femminile sono forze dicotomiche che interagiscono tra loro, e generano la pace interiore quando si abbracciano. Burn What Needs To Be Burned ruota intorno ad un aspetto cruciale. Il corpo come teatro per mettere in scena le dinamiche di potere è il leitmotiv del linguaggio visivo di Ahmed. La “vera mascolinità” è in gran parte associata ai corpi maschili, spesso descritti con la metafora della "macchina" e costruiti secondo le attese delle aspettative sociali. La virilità comporta forme muscolari ben precise, posture e modi di muoversi, e di conseguenza una specifica “abilità sessuale”. Queste credenze costituiscono il nodo cruciale nelle moderne ideologie di genere, dove la politica del corpo è connessa alla politica sul genere e sulla potenze di genere all’interno di una dinamica sociale più vasta. La mostra si rivolge al pubblico e, al contempo, parla anche di esso. Partendo da un atto di meditazione personale, rende visibili i modi in cui siamo intrappolati in un repertorio culturale di comportamenti maschili, e come questo repertorio abbia implicazioni su più livelli, sia micro che macro. Si schiudono domande scomode che in modo inaspettato minano le filosofie del mondo in cui viviamo, richiedendo la nostra responsabilità a non distogliere lo sguardo.Flavia Malusardi
Z2O Sara Zanin Gallery | via della Vetrina 21, 00186 Roma | T. +39 06 70452261 | www.z2ogalleria.it | info@z2ogalleria.itOpening hours: Tuesday to Saturday 1 – 7 pm (and by appointment) 1.I Break the promise I made from his tongue n. 1, 2018, collage su carta, cm 60 x 402.I Break the promise I made from his tongue n. 3, 2018, collage su carta, cm 60 x 403.Piece by piece I shield the fractured flesh I own, n. 31, 2018, collage su carta, cm 36 x 374.Piece by piece I shield the fractured flesh I own, n. 7, 2018, collage su carta, cm 36 x 375.The things I hope to bury n. 6, 2018, maschera in metallo e plinto di cemento, cm 50 x 27 x 16 ca6.The things I hope to bury n. 6, 2018, C-print, cm 70 x 507.Piece by piece I shield the fractured flesh I own, n.8, 2018, collage su carta, cm 29,7 x 218.Piece by piece I shield the fractured flesh I own, n.30, 2018, collage su carta, cm 29,7 x 219.Piece by piece I shield the fractured flesh I own, n.26, 2018, collage su carta, cm 29,7 x 2110.Piece by piece I shield the fractured flesh I own, n.28, 2018, collage su carta, cm 29,7 x 2111.Piece by piece I shield the fractured flesh I own, n.6, 2018, collage su carta, cm 29,7 x 2112.I am hollowed where I once was n.2, foto collage, cm 60 x 4013.I hear it. Telling me to show myself n.18, 2018, foto collage, cm 40 x 3014.I hear it. Telling me to show myself n.14, 2018, foto collage, cm 40 x 3015.I hear it. Telling me to show myself n.13, 2018, foto collage, cm 40 x 3016.I hear it. Telling me to show myself n.12, 2018, foto collage, cm 40 x 3017.I hear it. Telling me to show myself n.17, 2018, foto collage, cm 40 x 3018.I am hollowed where I once was n.1, foto collage, cm 60 x 4019.Bring the offering alms I left at your doorstep n.9, 2018, foto collage, cm 30 x 4020.Bring the offering alms I left at your doorstep n.2, 2018, foto collage, cm 30 x 4021.Bring the offering alms I left at your doorstep n.3, 2018, foto collage, cm 30 x 4022.Bring the offering alms I left at your doorstep n.7, 2018, foto collage, cm 30 x 4023.Bring the offering alms I left at your doorstep n.4, 2018, foto collage, cm 30 x 4024.What comes after bring peace to this restlessness n. 5, 2018, collage su carta, cm 34,5 x 1825.What comes after bring peace to this restlessness n. 4, 2018, collage su carta, cm 54 x 3426.What comes after bring peace to this restlessness n. 8, 2018, collage su carta, cm 50 x 3027.What comes after bring peace to this restlessness n. 3, 2018, collage su carta, cm 54 x 3428.What comes after bring peace to this restlessness n. 10, 2018, collage su carta, cm 50 x 4029.What comes after bring peace to this restlessness n. 9, 2018, collage su carta, cm 40 x 4030.What comes after bring peace to this restlessness n. 6, 2018, collage su carta, cm 50 x 4031.Everything I am. Everything I am not n.10, 2018, foto collage, cm 50 x 4032.Everything I am. Everything I am not n.9, 2018, foto collage, cm 50 x 4033.Everything I am. Everything I am not n.8, 2018, foto collage, cm 50 x 4034.Everything I am. Everything I am not n.6, 2018, foto collage, cm 50 x 4035.Everything I am. Everything I am not n.3, 2018, foto collage, cm 50 x 4036.Everything I am. Everything I am not n.4, 2018, foto collage, cm 50 x 4037.Everything I am. Everything I am not n.5, 2018, foto collage, cm 50 x 40
Z2O Sara Zanin Gallery | via della Vetrina 21, 00186 Roma | T. +39 06 70452261 | www.z2ogalleria.it | info@z2ogalleria.itOrario di apertura: da martedì a sabato 13:00 - 19:00 (o su appuntamento)Ibrahim Ahmed (Kuwait, 1984) vive e lavora al Cairo, Egitto.Tra le recenti personali: Along Those Lines, Gallery Nosco, Marsiglia, Francia (2018); Something I Can Feel, Gallery Nosco / Volta Art Fair, New York, USA (2016); Pressing Fallacies, Townhouse West, Cairo, Egitto (2016); The Beautiful Ones Are Not Yet Born, Artellewa Art Space, Ard El Lewa, Giza, Egitto (2014).Tra le recenti collettive: Récits des Bords de l'Eau, 4ème Biennale Internationale de Casablanca, Casablanca, Morocco (2018); The Red Hour, Biennale de Dakar 13th Edition, Dakar, Senegal (2018); Architecture, Islamic Art Festival, Sharjah Art Museum, Sharjah, Emirati Arabi (2016); ICONIC CITY: CAIRO NOW! CITY INCOMPLETE, Dubai Design District, Dubai, Emirati (2016); Jameco Exchange, No Longer Empty, Queens, USA (2016); Light, Islamic Art Festival, Sharjah Art Museum, Sharjah, Emirati Arabi (2015); On the Inner and Outer Self, Openings Collective, New York, USA (2015); Beyond the Lines, artellewa, Zamalek, Egitto (2015).I suoi lavori sono presenti presso la Newark Public Library Special Collection, USA, l’ Hudson County Community College Foundation Art Collection, USA e il Printmaking Center of New Jersey Collection, USA. Nel 2019 parteciperà alla 13esima Biennale de l’Havana, Cuba.
Z2O Sara Zanin Gallery | via della Vetrina 21, 00186 Roma | T. +39 06 70452261 | www.z2ogalleria.it | info@z2ogalleria.itOrario di apertura: da martedì a sabato 13:00 - 19:00 (o su appuntamento)Ibrahim Ahmed (Kuwait, 1984), vive e lavora al Cairo.STUDI E FORMAZIONEBA in Letteratura inglese, Rutgers University, Newark, USAMOSTRE PERSONALI2018 Burn What Needs to Be Burned, z2o Sara Zanin Gallery, Roma, ItaliaAlong Those Lines, Gallery Nosco, Marsiglia, Francia2016 Something I Can Feel, Gallery Nosco / Volta Art Fair, New York, USAPressing Fallacies, Townhouse West, Cairo, Egitto2014 The Beautiful Ones Are Not Yet Born, Artellewa Art Space, Ard El Lewa, Giza, Egitto2010 In the Shade of Light, Solo(s) Project House, Newark, USAMOSTRE COLLETTIVE 2019 The Construction of the possible, 13th Havana Biennial, Havana Cuba2018 Récits des Bords de l'Eau, 4ème Biennale Internationale de Casablanca, Casablanca, MoroccoThe Red Hour, Biennale de Dakar 13th Edition, Dakar, SenegalZONAMACO, Mexico City, Messico 2017 Universal Belonging, Prizm Art Fair, Miami, USAMEDITERRANEAN FOCUS, Swab, Barcellona, Spagna2016 Architecture, Islamic Art Festival, Sharjah Art Museum, Sharjah, Emirati ArabiICONIC CITY: CAIRO NOW! CITY INCOMPLETE, Dubai Design District, Dubai, EmiratiJameco Exchange, No Longer Empty, Queens, USA2015 Light, Islamic Art Festival, Sharjah Art Museum, Sharjah, Emirati ArabiArtRio Art Fair, Gallery Nosco, Rio De Janeiro, BrasileOn the Inner and Outer Self, Openings Collective, New York, USABeyond the Lines, artellewa, Zamalek, Egitto2014 Center for Contemporary Art, Juror Evonne Davis, Bedminster, USAProcess, Anonymous Gallery, New York, USAMuscle Memory, Freeman Space, Brooklyn, USA2013 Windows@Walsh, Walsh Gallery alla Seton Hall University, South Orange, USABuilding Bridges, Fundación Rozenblum, Buenos Aires, Argentina
Z2O Sara Zanin Gallery | via della Vetrina 21, 00186 Roma | T. +39 06 70452261 | www.z2ogalleria.it | info@z2ogalleria.itOrario di apertura: da martedì a sabato 13:00 - 19:00 (o su appuntamento)Newark Art & Artists: Prints, Photographs & Works on Paper, Newark Public Library, Newark,USAFour by Four, Aferro Gallery, Newark, USAEMO Show, Elizabeth Foundation for the Arts, New York, USA2012 Center for Contemporary Art, Juror Edwin Ramoran, Bedminster, USAFour by Four, Printmaking Center of NJ, Branchburg, USAArtReach XIX, City Without Walls, Newark, USASolo(s) Project House at Fountain Art Fair, Armory Show, New York, USA2011 ArtReach XX, City Without Walls, Newark, USAThe Newark School, City Without Walls, Newark, USAOne-Two Punch, Ramapo College, Mahwah, USA2010 South Asian Women’s Creative Collective, 4th Annual Art Auction Benefit New York, USAWindow Spaces, Atlantic Assets Pop Up Space, Brooklyn, USAVessel, Rupert Ravens Contemporary, Newark, USAArtReach XVII, City Without Walls, Newark, USAThe Art of Politics, Columbia University, New York, USAALTRE ESPERIENZE2012 Senior Muralist, It’s Just a Little Rain (Mural #4), City Without Walls, Newark, USA2011 Exhibition Committee, Aferro Gallery, Newark, USATALKS2013 Guest Speaker, Hudson County Community College Foundation (insieme alla American LibraryAssociation e il National Endowment for the Humanities), Jersey City, USA2011 Artist Conversation: One-Two Punch, Ramapo College, Mahwah, USAGuest Speaker, Rutgers Future Scholars, Rutgers University, Newark, USA2010 Solo(s) Speaks: “In the Shade of Light,” Solo(s) Project House, Newark, USA2009 Guest Speaker, Intro to Modern Art, Howard University, Washington D.C., USARESIDENZE2014 Artist in Residence, Artellewa Art Space, Ard El Lewa, Giza, Egitto2012 Artist in Residence, Gallery Aferro, Newark, USA
Z2O Sara Zanin Gallery | via della Vetrina 21, 00186 Roma | T. +39 06 70452261 | www.z2ogalleria.it | info@z2ogalleria.itOrario di apertura: da martedì a sabato 13:00 - 19:00 (o su appuntamento)Collaborative Editions Project Residency, Printmaking Center of NJ, Branchburg, USAPREMI2012 2nd Prize, Center for Contemporary Art, Bedminster, USA2011 Joan Mitchell Foundation Grant NomineeCOLLEZIONINewark Public Library Special Collection, USAHudson County Community College Foundation Art Collection, USAThe Printmaking Center of New Jersey Collection, USASTAMPAhttp://www.nj.com/entertainment/arts/index.ssf/2011/02/cwow_introduces_a_second_gener.h tmlhttp://www.brooklynrail.org/2016/02/artseen/letter-from-cairo-ibrahim-ahmedpressingfallacieshttps://flaviamalusardi.wordpress.com/2015/09/13/hybrid-intersections-conversationwithibrahim- ahmed-iii/http://www.okayafrica.com/culture-2/ibrahim-ahmed-cairo-art-story/https://news.artnet.com/art-world/editors-picks-may-23-2016-502970
Z2O Sara Zanin Gallery | via della Vetrina 21, 00186 Roma | T. +39 06 70452261 | www.z2ogalleria.it | info@z2ogalleria.itOrario di apertura: da martedì a sabato 13:00 - 19:00 (o su appuntamento) IBRAHIM AHMED Burn What Needs To Be Burned 1 dicembre 2018 > 19 gennaio 2019 z2o Sara Zanin Gallery, Roma
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Flavia Badioli