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DE CHIRICO IN 101 LIBRI  
     
A CURA DI ANDREA KERBAKER - 18 gennaio – 1 marzo 2019 - Kasa dei Libri Largo De Benedetti 4, Milano  
DE CHIRICO IN 101 LIBRI A CURA DI ANDREA KERBAKER
18 gennaio – 1 marzo 2019 INAUGURAZIONE 17 GENNAIO 2019 DALLE ORE 18
Kasa dei Libri
Largo De Benedetti 4, Milano
L’anno si apre alla Kasa dei Libri con un artista che ha segnato il Novecento: Giorgio de Chirico, che nella sua prolifica attività editoriale si mostra molto diverso da come viene percepito dall’immaginario collettivo, soprattutto se esplorato in volumi in tirature rare e limitate che pochissimi conoscono. Così come le quasi 100 tavole illustrate, in mostra, create appositamente dall’artista per i suoi libri.
Nel 2017 alla Kasa dei Libri si fece una mostra di Miró, che rivelava un amore viscerale per i libri durato tutta la vita con una copiosa produzione di volumi illustrati e d’arte, copertine e collaborazioni internazionali per cui creava
quasi sempre opere originali. L’anno dopo,
2018, è stato il turno di Matisse: il suo rapporto con i libri ci ha svelato un lato meno noto, nascosto
tra le righe, dietro le copertine,
nella mano che ritaglia fogli colorati e disegna
linee in bianco e nero e che ha corrisposto per
lui a un percorso di sottrazione, un cammino
verso l’essenziale.
“E de Chirico?”, si è chiesto il padrone di
Kasa Andrea Kerbaker, iniziando un percorso
di ricerca che all’inizio non sapeva dove
l’avrebbe potuto condurre e che, ora che è
finito e viene messo in mostra, ha portato alla
Iliade; episodi illustrati da Giorgio de Chirico con traduzione di Salvatore Quasimodo; 1968
luce un de Chirico prolifico e instancabile, che
nella sua produzione editoriale ci fa quasi dimenticare il pittore che tutti conoscono.
A Kerbaker piacciono le sfide, si sa, e dopo qualche dubbio iniziale “Il pubblico capirà questo de
Chirico? Lo saprà apprezzare? Saprà guardare oltre?” la mostra ha preso vita. Si tratta di un
percorso decisamente originale, che prende l’avvio al termine del periodo di stretta osservanza
metafisica (fine degli anni ‘20) per il quale non ci sono troppe testimonianze in volume, e

accompagna l’autore per oltre quarant’
anni di vita, con collaborazioni anche
molto originali. Prova ne sono le quasi
100 tavole che illustrano vari libri e
quasi mai si trovano esposte in questo
modo.
Originale anche l’allestimento
realizzato dagli architetti Matteo
Ferrario e Salvatore Virgillito che
rimanda all’immagine più iconica di de
Chirico, lo spazio vuoto di una piazza
scandito da portici e dalle loro lunghe
ombre. Un racconto fatto di parole ed
immagini suddiviso in quattro sezioni
che rivelano un de Chirico inaspettato
e poco esposto.
Una delle dieci tavole illustrate da de Chirico per l'IRI; Giove per energia nucleare; Edindustria Roma; 1962
L’illustratore
Si parte da de Chirico illustratore, a cominciare da Le mystère laïc di Jean Cocteau del 1928, che
altro non è che uno studio indiretto su de Chirico ed è
arricchito da molti testi di Cocteau, anche in qualità di
artista.
Del ‘41 è
l’Apocalisse, una delle migliori prove da
illustratore che non conserva praticamente traccia
dell’immaginario metafisico ma affonda le sue radici
nell’iconografia più classica dei testi sacri; in mostra le
spettacolari 22 tavole in grande formato colorate
dall’artista per la seconda edizione numerata.
Un altro particolare e ricercato gruppo di tavole è quello
realizzato nel 1962 per l’IRI (Istituto per la Ricostruzione
Industriale), dove l’artista trasla in rappresentazioni
mitologiche tutti i campi di intervento della società. «
[...] Quando mi è stato richiesto di fare una serie dei disegni colorati dedicati all'attività dell' IRI mi è parso che il modo più poetico e che maggiormente rispondeva al mio modo di
sentire fosse questo [...]. E d'altra parte oggi i grossi
complessi finanziari sono il mito del nostro tempo. Giove
con i fulmini può ricordare I'IRI come le industrie
produttrici di energia elettrica. Facile è l'accostamento
degli aerei dell'Alitalia al cavallo alato Pegaso. [...] E per ultimo ho composto, pensando ad Edindustria, la casa editrice che cura le pubblicazioni dell’IRI, la vita silente con il busto di Minerva e i libri.» Un a
L’Apocalisse è un testo su cui de Chirico si cimenta una prima volta nel ’41 e poi torna colorandone le tavole a mano negli anni ‘70
ltro capitolo è costituito dai disegni realizzati nel 1968 per accompagnare la
traduzione che Salvatore Quasimodo realizza dei versi dell’Iliade nei quali riemerge la passione di
de Chirico per la mitologia classica.

L’autore
È documentato anche tutto l’ampio lavoro di de Chirico come autore, non prolifico come il fratello
Alberto Savinio, ma buon praticante della scrittura. Ci sono alcuni dei saggi critici, anche quelli
poco noti scritti in giovane età, ci sono le teorizzazioni sulla tecnica pittorica, sulla storia dell’arte e
gli altri artisti. In particolare c’è il romanzo Hebdomeros, le peintre et son génie chez l’écrivain,
presente in mostra sia nella rara prima edizione parigina del 1929 sia in quella lussuosa, pure
numerata, pubblicata alcuni decenni dopo con 25 tavole di grande formato.
Un'altra sezione è dedicata a de Chirico Autore, critico in particolare, per varie riviste come Valori o L’Europeo, occupandosi di vari artisti come Courbet, Funi o di tecnica pittorica in generale. Scrive anche narrazioni e memorie: la più celebre forse Memorie della mia vita del 1945 dove compaiono poche illustrazioni, ma anche una fitta serie di autobiografie in cui, sotto mentite spoglie e pseudonimi, dipinge degli autoritratti letterari, come il romanzo Hebdomeros, le peintre et sgénie l’écrivain di cui esponiamo l’edizione del ’77 con 18(?) tavole illustrate dallo stesso artista, in cui de Chirico mette per iscritto le sue sensazioni, osservazioni sul mondo e visioni personali.
Ampio spazio è dedicato alle monografie e ai cataloghi: molto spesso è proprio l’artista a curarli, conferendo maggiore risalto alla sua produzione metafisica trascurando invece i lavori successivi.
Nel 1977 l’artista realizza 25 tavole come questa per una ristampa in grande formato dell’Hebdomeros
Come una diva del cinema sulla copertina di Tempo; n. 17; 1964
Copertina del terzo numero di Civiltà, la rivista per l’Expo di Roma del ’42, per cui de Chirico realizza appositamente l’illustrazione; 1940
Monografie e cataloghi
Emerge in questa sezione l’indiscussa fortuna che de Chirico ebbe come artista fin dagli inizi della
sua carriera, a partire dalle prime grandi esposizioni degli anni ’20 fino alla consacrazione con la
mostra del 1970 a Palazzo Reale di Milano. In mostra cataloghi italiani e da tutto il mondo: dalla
Germania al Giappone, dall’Olanda agli Stati Uniti.
Interessante è la distinzione che si riscontra all’interno delle monografie tra il periodo metafisico e
quello successivo, come nel testo The Early Chirico, in cui già negli anni ’40 quello di cui si parla è
il “primo de Chirico”; con molta probabilità è proprio il giudizio critico dell’autore sul proprio
lavoro che influenza le scelte all’interno di monografie e cataloghi, di frequente ispirate proprio
dallo stesso artista e spesso scritte dalla moglie Isabella Far.
Le
Le riviste
Infine una nutrita e curiosa sezione è dedicata alle riviste d’epoca che hanno riservato all’artista
ampio spazio: non solo articoli a sua firma, ma anche interi fascicoli da lui appositamente illustrati
come quelli dei Promessi Sposi pubblicati sulla rivista Tempo, e per i quali nel ’64 si guadagna la
prima pagina di solito riservata alle star del cinema. Molto alta è l’attenzione che le maggiori riviste
di consumo dedicano a de Chirico, con approfondimenti, interviste e servizi fotografici che lo
ritraggono in posa nel suo studio, spesso anche insieme a noti personaggi dell’epoca.

Emerge da questo materiale una popolarità molto diffusa che
non ha paragoni nel presente: un de Chirico “personaggio”,
molto amato dai rotocalchi, anche perché portatore di una vis
polemica pungente che andava contro tutto e tutti e non
risparmiava nemmeno se stesso, come nella celebre polemica
sui falsi-veri realizzati dall’artista in persona. Si legge infatti
nelle pagine della rivista Epoca del 1968: «Il pittore ha
sempre dato una caccia spietata ai suoi falsi, ma negli ultimi
tempi l’ha intensificata. Se in una galleria, in un museo o in
una casa privata de Chirico scopre un suo quadro ma nutre
dei dubbi circa la sua autenticità, è capace di strapparlo
dalla cornice o di sfregiarlo con un temperino». Grande
interesse nel pubblico dovevano suscitare anche le opinioni
sul mondo dell’arte che de Chirico affidava alle pagine di
riviste come L’Europeo. In un pezzo del 1952 dal titolo Parla
Giorgio de Chirico insieme all’attrice Lea Padovani nella quarta di copertina di Tempo; n.7; 1954
il nemico della pittura moderna, Manet viene definito «il
primo cattivo gran pittore»; nessuno sconto neppure per
Gauguin: «i suoi scritti ed i suoi poemi sono tutt’altro che
brutti, ma, per quanto riguarda la pittura, è zero» e per Dalì
chiosato come «pittore sgradevole e incredibilmente oleografico.»
Da Epoca a Gente dall’Europeo ad Oggi, le riviste esposte ci fanno immergere nel mondo
dell’informazione tra gli anni ’40 e i primi ’60, per cui de Chirico firma articoli critici che danno
un’idea ben precisa del suo ruolo nella società italiana, senz’altro molto distante dal pittore
metafisico delle piazze ideali che tutti conoscono, ma che ci rivela l’uomo in tutte le sue
sfaccettature.
LABORATORI PER BAMBINI
In occasione della mostra, la Kasa dei Libri ha ideato il ciclo di laboratori dal titolo Un ladro al museo per accompagnare i bambini alla scoperta dell’arte di de Chirico attraverso un gioco d’arte e di scrittura.
Il laboratorio è gratuito previa iscrizione.
Per le scuole: dal 21 gennaio al 22 febbraio 2019, dal lunedì al venerdì ore 10.00 oppure ore 14.00; 5-11 anni.
Per le famiglie: sabato 26 gennaio e sabato 16 febbraio ore 15.00
Per iscrizioni e informazioni: mostre@lakasadeilibri.it oppure 0266989018
LA KASA DEI LIBRI
In un comune condominio tra i grattacieli di Porta Nuova esistono tre appartamenti collegati tra loro dove tutto parla di libri. Ce ne sono quasi 30.000, collezionati negli anni dal padrone di casa Andrea Kerbaker (dal suo cognome la scelta di chiamarla Kasa), scrittore e docente all’Università Cattolica.

Eppure la Kasa non è una biblioteca né un semplice spazio espositivo: è un luogo accogliente in cui si fa cultura in modo condiviso e mai noioso. Gli ospiti possono passeggiare liberamente tra gli scaffali e sfogliare i libri: infatti, per capire davvero la passione che si nasconde dietro ognuno di questi volumi ritrovati spesso in luoghi impensabili, l’unico modo è renderli accessibili a tutti.
Oltre alla collezione, la Kasa ospita anche attività culturali (sempre gratuite) che spaziano da mostre a presentazioni di libri, da performance teatrali a laboratori per bambini.
De Chirico in 101 libri
Dal 18 gennaio al 1 marzo 2019 Lunedì-venerdì dalle 15.00 alle 19.00 Ingresso libero
Aperture straordinarie
Sabato 26 e domenica 27 gennaio 2019 ore 15-19 Sabato 16 e domenica 17 febbraio 2019 ore 15-19 Ingresso libero
Kasa dei Libri
Largo De Benedetti, 4 20124 Milano
02.66989018 - mostre@lakasadeilibri.it @kasalibri
Ufficio stampa
Maria Chiara Salvanelli
mariachiara@salvanelli.it
+39 333 4580190
@kasadeilibri @kasa_dei_libri
 
   
   
   
Maria Chiara Salvanelli