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CINEMA E ARTE SCHNABEL / VAN GOGH  
     
Cinema Spazio Oberdan Milano - Dall'11 al 24 febbraio 2019  
CINEMA E ARTE
SCHNABEL / VAN GOGH


Cinema Spazio Oberdan Milano
Dall'11 al 24 febbraio 2019



Van Gogh - Sulla soglia dell'eternità

Dall'11 al 24 febbraio 2019 presso il Cinema Spazio Oberdan, Fondazione Cineteca Italiana presenta una rassegna in 9 titoli che vuole essere un doppio omaggio: al genio pittorico di Vincent Van Gogh e alla versatilità artistica di Julian Schnabel, a sua volta pittore oltre che regista e sceneggiatore.

L’occasione è data dalla recente uscita di Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità, firmato da Schnabel e per il quale Willem Dafoe ha vinto la Coppa Volpi per il migliore attore alla Mostra del Cinema di Venezia 2018 e, sempre come miglior attore protagonista, è candidato agli Oscar 2019. Oltre a questo film, e sempre dedicati a Van Gogh, sono in programma altri due grandi lungometraggi firmati da due maestri come Robert Altman e Maurice Pialat (rispettivamente Vincent & Theo e Van Gogh) e Loving Vincent, il primo e magnifico documentario interamente dipinto su tela. La rassegna è poi completata dai migliori titoli firmati da Schnabel (Lo scafandro e la farfalla, Prima che sia notte, Basquiat, Lou Reed’s Berlin) e da L’arte viva di Julian Schnabel, bellissimo ritratto dell’artista newyorkese realizzato nel 2017 da Pappi Corsicato.


Vincent e Theo

Van Gogh

CALENDARIO PROIEZIONI
Cinema Spazio Oberdan Milano

11.02 ore 21.15 / 16.02 ore 14.30
Lo scafandro e la farfalla
R.: Julian Schnabel. Sc.: Ronald Harwood, tratta dal romanzo omonimo di Jean-Dominique Bauby. Int.: Mathieu Amalric, Emmanuelle Seigner, Marie-Josée Croze, Anne Consigny. Francia/USA, 2007, 112‘.
Nel 1995, a soli 43 anni, l'ex-caporedattore di Elle France, Jean-Dominique Bauby, a seguito di un ictus rimane completamente paralizzato. L'unica parte del corpo che è in grado di muovere è la palpebra dell'occhio sinistro. Impossibilitato a comunicare in altro modo, Bauby, attraverso l'uso della palpebra, è riuscito a dettare lettera per lettera l'intero romanzo in cui ha raccontato il suo mondo interiore, una sorta di diario del suo viaggio nell'immobilità, pubblicato poco dopo la sua morte, avvenuta nel marzo del 1997.
Premio per la Miglior regia al festival di Cannes 2007.

12.02 ore 16
Vincent e Theo
R.: Robert Altman. Sc.: Barbara Constantine. Int.: Tim Roth, Paul Rhys. USA, 1990, 137', v.o. sott. it.
Nel raccontare la vicenda biografica del pittore Vincent Van Gogh (1853-90) Altman si sofferma, in particolare, sul rapporto dell'artista con il fratello Théo, gallerista. Il risultato è un film che ci racconta il lato più nascosto di Vincent: quello delle relazioni umane e familiari lontane dalla grandiosità del Van Gogh artista.

13.02 ore 16.30 / 20.02 ore 18.45
Prima che sia notte
R.: Julian Schnabel. Sc.: Cunningham O’Keefe, Lazaro Gomez Carriles, Julian Schnabel, dall’autobiografia omonima di Reynaldo Arenas. Int.: Javier Berdem, Andrea Di Stefano, Johnny Depp, Sean Penn, Olivier Martinez. USA, 2000, col., 125’.
Storia di Reynaldo Arenas (1943-1990), poeta e scrittore cubano, nato poverissimo e “allevato” dalle istituzioni rivoluzionarie, pubblica un solo libro a Cuba, gli altri sono banditi dal governo. Nel 1973 viene arrestato, nel 1980 lascia Cuba quando Castro autorizza omosessuali, malati di mente ed ex-carcerati a lasciare l’isola. Si trasferisce a New York dove poi si suicida per sfuggire alle atroci sofferenze dell’Aids.
Gran Premio della Giuria alla 57ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e Coppa Volpi a Javier Berdem come miglior attore.

14.02 ore 17 / 18.02 ore 19.30
L’arte viva di Julian Schnabel
R.: Pappi Corsicato. USA/Italia, 2017, 85’.
La storia di Julian Schnabel, un ragazzo di umili origini che grazie al suo talento e ambizione, diventa uno dei più grandi artisti della sua generazione e un grande regista. Almeno 2 capolavori tra i suoi film: Prima che sia notte (Leone d'argento al Festival di Venezia) e Lo scafandro e la farfalla (miglior regia al Festival di Cannes, due Golden Globe e la nomination come miglior regista agli Oscar). In un mix di video privati, aneddoti familiari e testimonianze degli amici, lo spettatore avrà accesso esclusivo alla vita privata e artistica di una delle figure più complesse e affascinanti del nostro tempo.

15.02 ore 21.15 / 16.02 ore 17 / 17.02 ore 19 / 18.02 ore 17 / 19.02 ore 21.15 / 21.02 ore 18.45 / 23.02 ore 21.15
Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità
R.: Julian Schnabel. Sc.: Julian Schnabel, Jean-Claude Carrière. Int.: Willem Dafoe, Rupert Friend, Oscar Isaac, Mads Mikkelesen, Mathieu Amalric, Emmanuelle Seigner, Niels Arestrup. UK/Fr./USA, 2018, 120‘, v.o. sott. it.
Gli ultimi, tormentati anni di Vincent Van Gogh. Dal burrascoso rapporto con Gauguin nel 1988 fino al colpo di pistola che gli ha tolto la vita a soli 37 anni. Un periodo frenetico e molto produttivo che ha portato alla creazione di capolavori che hanno fatto la storia dell'arte e che continuano ad incantare il mondo intero.
Coppa Volpi per il migliore attore protagonista a Willem Dafoe alla Mostra del Cinema di Venezia 2018. Willem Dafoe candidato agli oscar 2019 come miglior attore protagonista.

17.02 ore 21.15
Basquiat
R.: Julian Schnabel. Sog.: John F. Bowe, Michael Holman, Lech Majewski, Julian Schnabel. Sc.: Julian Schnabel, basato sulla storia vera di Jean-Michel Basquiat. Int.: Jeffrey Wright, David Bowie, Dennis Hopper, Gary Oldman, Benicio Del Toro, Claire Forlani, Willem Dafoe, Christopher Walken. USA, 1996, col., 106’, v.o. sott. it.
Jean-Michel Basquiat è un diciannovenne con la passione per il disegno, che esplica con i graffiti. Fu il primo pittore non bianco a raggiungere il successo internazionale. Morì, a 27 anni, per una overdose di eroina ed i suoi quadri erano contesi da musei e collezionisti. Efficace ritratto di un’artista con pulsioni verso l’autodistruzione e dolorosamente segnato non dall’incomprensione ma dal successo.

20.02 ore 16.45 / 24.02 ore 17
Loving Vincent
R.: Dorota Kobiela, Hugh Welchman. Sc.: D. Kobiela, H. Welchman, Jacek Dehnel. UK/Polonia, 2017, 95’, v.o. sott. it.
Il primo lungometraggio interamente dipinto su tela. Realizzato elaborando le tele dipinte da un team di 125 artisti, il film è composto da migliaia di immagini, create nello stile di Vincent van Gogh (1853-1890), da pittori che hanno lavorato anni per arrivare a un risultato originale e di enorme impatto. Opera dello studio Breakthru productions - vincitore dell’Oscar per il cortometraggio animato Pierino e il lupo - il film racconta, attraverso 120 quadri e 800 documenti epistolari, la vita dell’artista olandese fino alla morte misteriosa, avvenuta a soli 37 anni e archiviata come caso di suicidio. Ma le cose andarono davvero in questo modo? Un team d’eccezione ha dato vita a un lungometraggio poetico e seducente che mescola arte, tecnologia e pittura.

23.02 ore 15.30
Van Gogh
R. e sc: Maurice Pialat. Int.: Jacques Dutronc, Alexandra London, Bernard Le Coq, Elsa Zylberstein. Francia, 1991, 159’, v.o. sott.it.
Gli ultimi tre mesi di vita del pittore olandese Vincent Van Gogh (1853-90), trascorsi in una casa di campagna ad Auvers-sur-Oise in compagnia del dottor Gachet, suo medico curante e generoso ammiratore. Dipinge con quieto accanimento e, negli intervalli, fa la corte alla precoce Marguerite, figlia del suo protettore. Ma la salute minata, il cupo rancore verso il fratello Theo che non riesce a vendere i suoi quadri, le incursioni nella sregolatezza lo fanno passare da depressioni a scatti di ira violenta. Il 27 luglio tenta il suicidio.

24.02 ore 21.15
Lou Reed’s Berlin
R. e scenog.: Julian Schnabel. Suono: Rob Macomber. Musica: Lou Reed. Mont.: Benjamin Flaherty. Int.: Lou Reed, Emanuelle Seigner. USA, 2007, col., 85’, ver. orig. sott. inglesi.
Un film-concerto, anzi di più: un viaggio visionario e musicale capace di riportare l'ascoltatore e lo spettatore indietro nel tempo. All'inizio degli anni Settanta, dopo il successo dell'album Transformer, Lou Reed era stato consacrato come icona di un rock visionario ma, invece di sfruttare l'onda del successo e consolidare la sua immagine, il musicista si immerse in un progetto difficile e ambizioso il cui risultato, uscito nel 1973, fu Berlin, un disco che lasciò interdetti pubblico e critica. Le canzoni raccontavano di amori che determinavano un'assoluta dipendenza conducendo alla deriva e di amori infelici vissuti nei sobborghi. Nei successivi 33 anni il disco non venne mai eseguito dal vivo finché, in una notte di dicembre del 2006, il cantante non decide di offrirsi all'obiettivo di Julian Schnabel per documentarne la prima esecuzione nel concerto che lo vede protagonista al St. Ann's Warehouse di Brooklyn.

 
   
   
   
Cristiana Ferrari