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Inevitabile rivoluzione  
     
BALÀZS BERZSENYI - Venerdì 3 maggio 2019, alle ore 18,00 a Roma, presso lo Studio Arte Fuori Centro, via Ercole Bombelli 22 Roma  
Studio Arte Fuori Centro
Via Ercole Bombelli 22, 00149 Roma – 06.5578101 – 328.1353083
info@artefuoricentro.it - www.artefuoricentro.it




PROPOSTE 2019
SCULTURA IN ACTION. MATERIA IN PROGRESS
In/torno alla scultura


BALÀZS BERZSENYI
“Inevitabile rivoluzione”


a cura di Loredana Finicelli


Venerdì 3 maggio 2019, alle ore 18,00 a Roma, presso lo Studio Arte Fuori Centro, via Ercole Bombelli 22 si inaugura la mostra Balàzs Berzsenyi “Inevitabile rivoluzione” a cura di Loredana Finicelli.
L’esposizione rimarrà aperta fino al 17 maggio secondo il seguente orario: dal martedì al venerdì dalle 17,00 alle 20,00, altri orari su appuntamento.

Il ciclo di quattro esposizioni, Scultura in Action. Materia in progress – In/torno alla scultura, parte da alcune considerazioni riguardo la natura della scultura moderna su cui rifletteva, sul finire del Novecento, la grande studiosa Rosalind Krauss e cerca di riaffermare l’assoluta continuità della scultura contemporanea con la tradizione pregressa, pur nella innovazione complessiva di materiali, tecniche e fini.
Il ciclo espositivo interamente dedicato alla scultura si articola nelle mostre di quattro artisti contemporanei, tre scultrici e uno scultore: Mara Brera, Francesca Blasi, Carla Crosio, Balàzs Berzsenyi.
Quello di Berzsenyi, scultore ungherese, è un lavoro complesso, dai significati simbolici stratificati, un momento in cui la magnificenza decorativa orientale e il rigorismo strutturale d'occidente entrano in contatto dando vita a una esperienza visiva ed estetica di grande suggestione visionaria.
Con una installazione di oltre 20 elementi, Berzsenyi ci racconta una storia, anzi, come direbbe lui stesso una favola, perché le favole hanno parametri temporali sfuggenti nel loro “qui e sempre” e, solitamente, un lieto fine. Una favola che prende forma da un mestiere antichissimo e cristallino, capace di trattare ogni superficie con la perizia dell'orafo e la forza modellante del fabbro; un mestiere che spicca per il possesso di ogni strumento modellante, per la sapienza con la quale conserva e applica ogni segreto, maturato alla luce di una esperienza pluriennale. E la favola che Berzsenyi mette in scena è una allegoria del potere, e, come tale, la rappresentazione di una storia senza date e senza tempo perché, in fondo, è la storia di ogni luogo e di ogni società, fatta di dominatori e sudditi. Dietro un carro allegorico, vuotamente magnificente, un’umanità apparentemente indistinta, se non per le vesti che indossa, incede verso un futuro neanche troppo ignoto.
In questa messa in scena teatrale e solenne, che risplende per la ricchezza dei materiali e dei giochi luministici, lo scultore plasma una metafora di tutti i tempi, presentando un’umanità in viaggio che si riveste di ricchezze futili e perde i suoi riferimenti interiori, accresce beni e materia e smarrisce sostanza spirituale. Un cammino lento ma inesorabile sottolineato da una musica onirica, che invita a riflettere e, prima che sia troppo tardi, a fermarsi.

Musica originale: Andrea Massone/Filming: Marzio Mirabella/ Light designer: Davide Riccardi
 
   
   
   
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