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No One Has Nothing  
     
KRISTOF KINTERA - fino al 14 giugno 2019 - z2o Sara Zanin Gallery via della Vetrina 21, 00186 Roma  
KRISTOF KINTERA
No One Has Nothing
Opening Lunedì 6 maggio 2019| ore 19 - 21 6 maggio > 14 giugno 2019
z2o Sara Zanin Gallery è lieta di presentare la prima mostra personale di
Il titolo della mostra, No One Has Nothing, ha un ruolo significativo nella comprensione dell’universo delineato da Kintera e riflette il suo processo artistico. L’Arte deve comunicare in maniera semplice e diretta per costruire un universo di segni che diventano delle dichiarazioni artistiche.
Attraverso un intervento site-specific realizzato nello spazio della galleria, Kintera espone sculture, installazioni e tavole in legno in cui l’uso di materiali recuperati dalla realtà quotidiana ben rappresenta l’infinità varietà e capacità dell’artista di dare vita ad oggetti apparentemente inanimati.
La ricerca di Krištof Kintera si colloca nel solco tracciato dal tema del “post-naturale” per dare vita ad una complessa interrogazione sociale e politica sul nostro tempo, mossa dalla speranza di sollecitare consapevolezza su questioni di grande attualità. Nella cosiddetta “età del rame”, basata sulla trasmissione di energia e informazioni, la natura è paragonata dall’artista a un enorme sistema nervoso e viene ricreata attraverso l’utilizzo di materiali di scarto che costituiscono il nostro habitat quotidiano para-naturale.
Kintera investiga ogni possibilità del mezzo scultoreo e dell’installazione impiegando materiali ed elementi disparati. Utilizzando approcci differenti e passando da un materiale all’altro, da un tema all’altro e realizzando sia progetti site-specific su larga scala che progetti più semplici su piccola scala, l’artista reinventa un lessico composto da immagini utopiche e distopiche che si riferiscono ad un universo sul punto di collassare.
Dotato di un punto di vista ironico e tagliente, Kintera svela i traumi comuni e osserva la nostra attitudine e la nostra reazione ad essi.
Z2O Sara Zanin Gallery | via della Vetrina 21, 00186 Roma | T. +39 06 70452261 | www.z2ogalleria.it | info@z2ogalleria.it Orario di apertura: da martedì a sabato 13:00 - 19:00 (o su appuntamento)
della galleria, dopo la partecipazione alle collettive Hidden Beauty (2018), a cura di Marina Dacci, e
Krištof Kintera negli spazi
You Got To Burn To Shine, a cura di Teresa Macrì presso La Galleria Nazionale, e la sua
partecipazione all’edizione di quest’anno della Triennale di Milano.

Chi siamo? Dove stiamo andando?
La mostra è una provocazione, uno stimolo che conduce con leggerezza e ironia a interrogarsi su questioni profonde.
Il titolo stesso è paradigmatico: è quello che possediamo a definire la nostra identità oppure ciò che siamo capaci di
conservare, trasmettere e condividere della nostra esperienza più intima?
La prima sala è un’ancora, una centrifuga pop che attrae il passante nello spazio della galleria. La musica è sincopata,
governa luci intermittenti dialogando con sculture e cartelli/manifesto presentati in modo volutamente disordinato come
in un quaderno di appunti. Immagini fumettistiche e slogan “adolescenziali” ammiccano al visitatore: veri e propri
morsi nella polpa della ricerca di Kintera. La parola umiltà assume un ruolo centrale: svolazza sulla bandiera bianca che
apre la seconda sala e modestia fa l’occhiolino da una tavola posizionata nel passaggio tra due ambienti. Umiltà e
modestia come attitudini giocano bizzarramente con un recinto di metallo divelto: protezione e insieme barriera.
Emblematico il titolo della silhouette umana che si staglia al di là della barricata: I wanna go home, take off this uniform
and leave the show: sottrarsi o stare nella mischia? Cercare una strada è possibile...
Nella terza sala si materializza un’enorme torre di cuscini ma pure un tappeto volante, presupposti, ancora una volta,
di scelte dicotomiche: insonnia e sonno della mente oppure possibilità di volare “oltre” con consapevole leggerezza, come
in un racconto de Le Mille e una Notte in cui lo skyline è già post-naturale e la candida neve è sporca degli avanzi della
nostra cultura.
Kintera conferma con questa mostra la sua volontà di investigare su ogni possibilità del mezzo scultoreo e
dell’installazione nei progetti site specific, su larga e piccola scala, impiegando materiali ed elementi eterogenei e spesso
di scarto, reinventando con ironia e amarezza un lessico utopico e distopico su un universo in procinto di collassare,
mosso dalla speranza di sollecitare consapevolezza su questioni etiche e sociali di grande attualità.
Krištof Kintera (Praga, 1973), vive e lavora a Praga.
Tra le recenti personali: Do Not Litter, Do not Feed Birds and Do Not Push the Help Button Yet, Czech Centre NY, USA (2018); Naturally Postnatural, Ron Mandos Gallery, Amsterdam (2018); We all want to be cleaned, Gong, Ostrava, Repubblica Ceca (2018); Nervous Trees, Galerie Rudolfinum, Praga, Repubblica Ceca (2017), Postnaturalia, Collezione Maramotti, Reggio Emilia, Italia (2017), Systémy bez ducha, galerie Kaple, Valašské Meziříčí (2016), Natural Nervosity, Kunsthalle LAB, Bratislava, Slovacchia (2016), May Be It Is Here, Ron Mandos Gallery, Amsterdam, Olanda (2015), Your Light is My Life, Kunsthal Rotterdam, Olanda (2015). Tra le recenti collettive: Cool Breeze, Galerie Rudolfinum, Prague, Repubblica Ceca (2019); Rehang, Collezione Maramotti, Reggio Emilia (2019); You Got to Burn to Shine, La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma (2019); Broken Nature, Triennale di Milano, Milano (2019); Small Between the Stars, Large Against the Sky, Biennale Quebec, Quebec City, Canada (2019); Dimensions of Dialog, National Gallery, Salm Palace, Praga, Repubblica Ceca (2018); Eco Visionaries – Art and Architecture after Anthropocene, Lisbon, Portugal (2018); Hidden Beauty, z2o Sara Zanin Gallery, Roma (2018); New Black Romanticism, Muzeul National de Arta al Romaniei, Bucarest, Romania + Kunstlerhause Bethanien, Berlino (2017); Not Really Really, Frederic de Goldschmidt Collection, Bruxelles, Belgio (2016), GOLEM, Jewish Museum Berlino, Germania (2016), Wer Nicht Denken Will, Fliegt Raus, Museum Kurkaus Kleve, Kleve, Germania (2016), All Hail Sport!, DOX, Praga (2016), Magie und Macht, Marta Herford, Herford, Germania (2016), Prosopopeés, Cent Quatre, Parigi, Francia (2015), Balagan!, Momentum, Berlino, Germania (2015), Industriale Immaginario, Collezione Maramotti, Reggio Emilia, Italia (2015). I suoi lavori sono presenti in numerose collezioni pubbliche e private tra cui: Collezione Maramotti, Collezione Barbierato, Boghossian Foundation, Rosenblum Collection & Friends, Jerry Speyer Collection, Rubell Family Collection, Fogg Art Museum of Harvard University, Boston.
Z2O Sara Zanin Gallery | via della Vetrina 21, 00186 Roma | T. +39 06 70452261 | www.z2ogalleria.it | info@z2ogalleria.it Orario di apertura: da martedì a sabato 13:00 - 19:00 (o su appuntamento)
Marina Dacci
 
   
   
   
Angelica Gatto